Agentic Artificial Intelligence sta evolvendo a un ritmo vertiginoso, e con essa aumentano anche i rischi. L’ultima generazione di app mobili basate su agentic AI può connettersi ai sistemi aziendali, raccogliere dati e prendere decisioni autonome con minima supervisione umana. Non è fantascienza: queste tecnologie sono già presenti oggi su dispositivi personali e aziendali, dai tool di uso quotidiano ai sofisticati assistenti per le imprese.
Un’analisi recente di Lookout su milioni di dispositivi mobili appartenenti ai nostri clienti in tutto il mondo ha rivelato un fatto sorprendente: migliaia di app mobili basate su agentic AI sono già attivamente in uso. Queste app sono presenti sia su piattaforme iOS che Android e in tutti i principali settori industriali. I risultati evidenziano un trend in rapida espansione: l’agentic AI è ormai pienamente integrata nell’ecosistema mobile aziendale.
In diversi casi d’uso, dalla produttività dei dirigenti al supporto alle vendite, dalla gestione finanziaria a quella delle spese, le app mobili con agentic AI sollevano importanti preoccupazioni relative a privacy e sicurezza. Poiché possono accedere a dati personali o aziendali sensibili—come contenuti email, calendari, credenziali di account, cronologia acquisti o sistemi interni—esiste il rischio di fughe di dati, azioni involontarie o uso improprio se i permessi sono troppo ampi, mal controllati o se i modelli sottostanti si comportano in modo imprevedibile. Garantire consenso chiaro, controlli di accesso solidi e monitoraggio continuo è fondamentale per ridurre questi rischi, man mano che l’agentic AI diventa più integrato nelle esperienze tecnologiche mobili.
Per i responsabili di Compliance, Risk e Governance, questa non è solo un’altra novità tecnologica. Rappresentano un grave problema di visibilità: se non si riesce a vedere cosa queste AI fanno sui dispositivi dei dipendenti, diventa impossibile controllarle e garantire il rispetto di standard come ISO 42001, NIST AI RMF e delle politiche interne di governance dell’AI.
La governance tradizionale dell’AI enfatizza i modelli che un’organizzazione sviluppa o acquista. Tuttavia, le app mobili con agentic AI cambiano radicalmente lo scenario:
In altre parole, lo Shadow AI è ora mobile, personale e altamente capace. Quando i dipendenti utilizzano queste app per lavoro senza l’approvazione ufficiale dell’IT—anche con buone intenzioni—i team di compliance perdono visibilità su:
Tutto ciò è incompatibile con ogni moderno standard di governance dell’AI.
Settori altamente regolamentati come servizi finanziari, sanità, telecomunicazioni, difesa e infrastrutture critiche richiedono sempre più spesso la conformità alla norma ISO 42001 (AI Management System) lungo tutta la catena di fornitura, inclusi fornitori software, cloud provider, piattaforme SaaS e partner di servizi gestiti che sviluppano, integrano o gestiscono sistemi AI. Questo cambiamento è guidato da una combinazione di pressioni normativa, gestione del rischio e rigore negli acquisti.
Di conseguenza, i programmi di procurement e gestione del rischio di terze parti iniziano a richiedere ai fornitori di dimostrare l’adozione di un framework formale di governance AI che copra inventario dei sistemi AI, la valutazione dei rischi, la gestione dell’uso dei dati, la supervisione umana, la gestione degli incidenti e il controllo dell’intero ciclo di vita. La ISO 42001 offre un modo standardizzato e verificabile per dimostrare che i rischi legati all’AI vengono sistematicamente identificati, controllati e monitorati continuamente— analogamente a quanto avvenuto con la ISO 27001, diventata un riferimento imprescindibile per la sicurezza delle informazioni. ISO 42001 richiede alle organizzazioni di:
Ma ecco il problema: questi requisiti non possono essere soddisfatti se le app mobili con agentic AI operano sui dispositivi dei dipendenti senza che l’organizzazione ne sia consapevole. Un framework di compliance è forte solo quanto è visibile. Quando l’AI opera in modo invisibile, rimane non gestita—e l’AI non gestita porta inevitabilmente alla non conformità.
A differenza delle applicazioni tradizionali, le app mobili con agentic AI:
Questo non è più un rischio ipotetico. Sta già accadendo in tutti i settori.
I team di sicurezza da soli non possono risolvere il problema. Le app agentic AI rientrano pienamente nella responsabilità di Compliance, Risk e Governance, perché le conseguenze dell’AI non gestita includono:
La soluzione parte da un passo semplice: richiedere visibilità. I team di Compliance devono collaborare con IT e Security per implementare piattaforme di sicurezza mobile—come Lookout Mobile Endpoint Security—che siano in grado di:
Lookout monitora continuamente le applicazioni mobili per framework AI integrati, comportamenti autonomi, permessi rischiosi e attività di rete, consentendo alle organizzazioni di comprendere quali app basate dall’AI sono in uso, a quali dati possono accedere e se i comportamenti rispettano policy e regolamenti. Questa visibilità aiuta i team di Compliance a passare dalle ipotesi alle prove —colmando il divario di visibilità dell’AI e gettando le basi per framework di governance come ISO 42001 e NIST AI RMF. Senza queste capacità, la Compliance non può fronteggiare l’espansione rapida della superficie di rischio aziendale dovuta all’Agentic AI sui device dei dipendenti.
L’agentic AI non aspetta che le organizzazioni si adeguino. Sta già influenzando i workflow, le decisioni e interagendo con i dati aziendali—spesso senza supervisione. I leader della Compliance hanno ora la responsabilità di:
Non si può controllare ciò che non si vede—e nell’era dell’agentic AI, la visibilità sui dispositivi mobili non è più un miglioramento della sicurezza, ma un requisito di compliance. Ora più che mai, i team di Compliance devono fare da guida, colmando il divario di visibilità sull’AI e adottando soluzioni come Lookout Mobile Endpoint Security che proteggono la superficie di rischio in più rapida crescita nell’impresa: l’agentic AI sui dispositivi dei dipendenti.
Le organizzazioni che agiranno ora non solo proteggeranno i propri dati, ma dimostreranno maturità nell’AI, guadagneranno fiducia e rafforzeranno la propria posizione normativa.
Fonte: Lookout
Phil Christianson lavora nel product management da oltre 20 anni e ha provato praticamente ogni sistema ITSM immaginabile. Conosce alla…
Un fornitore globale di servizi tecnologici con sede nel Regno Unito, con oltre 11.000 dipendenti, è cresciuto rapidamente servendo clienti…
Se il tuo ruolo prevede il monitoraggio delle garanzie hardware, sai quanto facilmente le date di scadenza, i contratti con…
La Formula 1 è uno sport caratterizzato da velocità, precisione e dati. Per l’Atlassian Williams F1 Team, una squadra con risultati…
È passato ormai più di un anno da quando l’Unione Europea ha messo in atto la Direttiva NIS2. L’applicazione della…
I team IT oggi affrontano una complessità senza precedenti: infrastrutture ibride, strumenti disparati, crescente pressione per garantire servizi affidabili e…