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Perché l’implementazione di Keeper a livello aziendale è importante

L’implementazione di Keeper a livello aziendale non è solo una best practice, ma una necessità. Le credenziali rubate sono alla base di tutto, dagli attacchi di phishing alle violazioni complete. Il Data Breach Investigations Report 2025 di Verizon rivela che i tre principali metodi di accesso non autorizzato sono le credenziali rubate, il phishing e gli exploit delle vulnerabilità, tutti strettamente legati all’identità.

Ciò significa che una strategia per le identità frammentata non è soltanto rischiosa, ma rappresenta un vero e proprio invito per i criminali informatici. L’implementazione di Keeper in tutta l’organizzazione garantisce che ogni utente, credenziale e dispositivo sia protetto.

In questo blog, esploreremo le vulnerabilità lasciate aperte dall’implementazione parziale di Keeper e limitata a una base di utenti e sottolineeremo l’importanza di una strategia di distribuzione omogenea a livello organizzativo.

La gestione delle password è la base della sicurezza delle identità

I gestori di password aziendali svolgono un ruolo importante in qualsiasi strategia di gestione centralizzata delle identità e degli accessi. Proteggono le credenziali, consentono l’applicazione dei criteri e forniscono visibilità su chi ha accesso a cosa. Ma per essere efficace, la gestione delle password deve essere completa. Quando Keeper è completamente distribuito a tutti gli utenti, agisce come uno strato protettivo attorno ai punti di accesso più preziosi dell’organizzazione: applicazioni, sistemi, infrastruttura e dati.

Eppure, molte aziende non fanno abbastanza e implementano Keeper solo in alcuni reparti o team, oppure ne limitano l’uso a casi specifici. Questo è spesso dovuto a tempi stretti, questioni di budget o idee sbagliate su chi necessita della gestione delle password. Indipendentemente dal motivo, il risultato è lo stesso: un profilo di sicurezza disomogeneo e un’esposizione maggiore.

Protezione delle identità umane e delle macchine in tutta l’azienda

Per proteggere completamente il proprio perimetro di identità, non basta limitarsi a gestire le password per gli utenti umani. Le infrastrutture moderne si basano fortemente sull’automazione, sulle applicazioni e sui servizi, nonché sulle identità non umane (NHI) che richiedono un accesso sicuro ai sistemi e ai dati. In assenza di controlli adeguati, questi punti di accesso diventano bersagli di grande valore.

L’implementazione di Keeper a livello aziendale estende la protezione sia alle identità umane che a quelle delle macchine:

  • Keeper Secrets Manager consente di proteggere e ruotare le credenziali utilizzate dalle NHI, come chiavi API, chiavi SSH e credenziali di database, tra pipeline DevOps, infrastrutture cloud e strumenti di automazione. I segreti sono crittografati end-to-end e non vengono mai esposti sotto forma di testo semplice né memorizzati nei repository di codice.
  • L’Endpoint Privilege Manager di Keeper applica il principio del privilegio minimo rimuovendo i diritti di amministratore persistenti e applicando controlli degli accessi Just-in-Time (JIT). Questo riduce il rischio di escalation dei privilegi e di movimenti laterali sugli endpoint.

Insieme, queste funzionalità garantiscono che ogni identità, umana o di macchina, sia governata secondo gli stessi principi zero-trust. Con una distribuzione completa, Keeper si trasforma da semplice gestore di password a piattaforma centralizzata di gestione degli accessi con privilegi (PAM) per gestire l’accesso tra utenti, sistemi e infrastrutture.

I rollout incompleti lasciano le organizzazioni vulnerabili

Una distribuzione parziale può dare l’impressione di aver completato un’attività, ma in realtà lascia ampi margini di rischio. Quando alcuni team usano Keeper e altri no, le credenziali finiscono per non essere gestite e venire disperse tra fogli di calcologestori di password su browser, file di testo (spesso chiamati “password”) o persino post-it. Questo porta a:

  • Proliferazione delle credenziali e riutilizzo incontrollato delle password
  • Account condivisi senza tracciabilità degli audit o responsabilità
  • Shadow IT, dove gli strumenti non autorizzati aggirano i protocolli di sicurezza

Questi scenari non sono solo scomodi: sono anche pericolosi. Gli account non gestiti sono i bersagli principali per i criminali informatici che utilizzano tattiche di phishing o credential stuffing. Se sfugge anche una sola password debole, l’intera organizzazione può essere a rischio.

La gestione centralizzata promuove la coerenza e il controllo

Quando Keeper è implementato per ogni utente e sistema, la sicurezza diventa uniforme, scalabile e applicabile. Tramite la console di amministrazione di Keeper, i team IT possono applicare criteri a livello di organizzazione per la sicurezza delle password, l’autenticazione a più fattori (MFA) e il controllo degli accessi basato sui ruoli (RBAC), nonché criteri di elevazione dei privilegi per l’accesso Just-in-Time (JIT). Questo significa:

  • Ogni utente segue gli stessi standard di sicurezza
  • L’accesso viene concesso in base alla necessità, non alla comodità
  • Le credenziali sono monitorate e protette da usi impropri
  • Nessun utente ha accesso permanente

La registrazione centralizzata, il monitoraggio in tempo reale e i report dettagliati sugli eventi semplificano l’individuazione di attività insolite e una risposta più rapida. Inoltre, semplifica la conformità a framework quali SOC 2, HIPAA, NIST e ISO 27001, garantendo che tutte le attività relative alle credenziali siano verificabili da un’unica dashboard.

L’implementazione completa di Keeper offre ai team di sicurezza la visibilità e il controllo di cui hanno bisogno, eliminando la necessità di processi manuali o strumenti frammentati.

Il ROI del dispiegamento completo

L’implementazione completa non è solo un vantaggio in termini di sicurezza. Offre un valore aziendale misurabile. Le organizzazioni che distribuiscono completamente Keeper ottengono:

  • Meno richieste di reimpostazione delle password, riducendo il carico di lavoro per l’IT
  • Maggiore velocità per effettuare l’onboarding e l’offboarding degli utenti, con un miglioramento dell’efficienza
  • Tassi di adozione più alti, grazie all’interfaccia intuitiva di Keeper
  • Riduzione del rischio di violazioni, con accesso protetto su tutta la linea

Quando l’azienda è protetta, le probabilità che si verifichi un incidente costoso diminuiscono drasticamente. Il ritorno sull’investimento si traduce in tempi di inattività ridotti, risultati di audit più solidi e risparmi reali derivanti dall’evitamento delle violazioni.

Il dispiegamento completo è fondamentale per la resilienza informatica

Un’implementazione selettiva di Keeper può sembrare un progresso, ma in realtà crea punti deboli che possono essere sfruttati. L’implementazione di Keeper a livello aziendale garantisce una protezione costante, semplifica la conformità e consente alle organizzazioni di scalare in modo sicuro.

Fonte: Keeper Security

Alessandra Bellotti

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