Molti strumenti di enterprise service management dichiarano di essere conformi al SIAM, ma molti non lo sono. Questo white paper spiega quali requisiti devono essere soddisfatti per essere conformi al SIAM e come questo può essere testato.
Quando si trasforma un’organizzazione IT tradizionale in un’organizzazione basata sul SIAM, il responsabile IT deve spesso prendere una decisione difficile su come organizzare il sistema di gestione dei servizi. Una delle decisioni su cui si potrebbe discutere in questo momento è se la funzione di integrazione dei servizi debba utilizzare il set di strumenti ITSM già esistente, o se implementare un nuovo strumento conforme al SIAM.
Per coloro che si chiedono in che modo uno strumento di service management conforme al SIAM possa giovare alla loro organizzazione, il risultato è questo: il sistema di gestione dei servizi non può farne a meno.
Secondo il Global SIAM Survey 2018 di Scopism, il 53% delle organizzazioni cita il desiderio di avere un maggiore controllo o ottenere migliori prestazioni dai propri fornitori come il principale motore strategico per l’implementazione del SIAM. Maggiore controllo e migliori prestazioni da parte dei fornitori è ciò per cui uno strumento di service management conforme al SIAM viene realizzato. Le organizzazioni che non dispongono del giusto set di strumenti sono costantemente alle prese con una mancanza di collaborazione tra i diversi attori e con report inadeguati che non li aiutano a capire dove le cose vanno male. In genere impiegano molto tempo a raccogliere dati e preparare report invece di discutere sulla qualità dei servizi forniti. Queste organizzazioni si presentano come “Hamlet without a prince“, ovvero come una performance che si svolge senza al suo attore principale.
Ma come si può distinguere tra strumenti che fingono di essere conformi al SIAM e strumenti che lo sono? Il white paper esamina le sei caratteristiche che distinguono uno strumento di gestione dei servizi conforme al SIAM da uno non conforme.
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Fonte: 4me
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