L’Agentic AI arriva sui dispositivi mobili dei dipendenti

L’Agentic AI arriva sui dispositivi mobili dei dipendenti

I team di Compliance necessitano di piena visibilità 

L’Agentic Artificial Intelligence sta evolvendo a un ritmo vertiginoso, e con essa aumentano anche i rischi. L’ultima generazione di app mobili basate su agentic AI può connettersi ai sistemi aziendali, raccogliere dati e prendere decisioni autonome con minima supervisione umana. Non è fantascienza: queste tecnologie sono già presenti oggi su dispositivi personali e aziendali, dai tool di uso quotidiano ai sofisticati assistenti per le imprese.

Un’analisi recente di Lookout su milioni di dispositivi mobili appartenenti ai nostri clienti in tutto il mondo ha rivelato un fatto sorprendente: migliaia di app mobili basate su agentic AI sono già attivamente in uso. Queste app sono presenti sia su piattaforme iOS che Android e in tutti i principali settori industriali. I risultati evidenziano un trend in rapida espansione: l’agentic AI è ormai pienamente integrata nell’ecosistema mobile aziendale.

In diversi casi d’uso, dalla produttività dei dirigenti al supporto alle vendite, dalla gestione finanziaria a quella delle spese, le app mobili con agentic AI sollevano importanti preoccupazioni relative a privacy e sicurezza. Poiché possono accedere a dati personali o aziendali sensibili—come contenuti email, calendari, credenziali di account, cronologia acquisti o sistemi interni—esiste il rischio di fughe di dati, azioni involontarie o uso improprio se i permessi sono troppo ampi, mal controllati o se i modelli sottostanti si comportano in modo imprevedibile. Garantire consenso chiaro, controlli di accesso solidi e monitoraggio continuo è fondamentale per ridurre questi rischi, man mano che l’agentic AI diventa più integrato nelle esperienze tecnologiche mobili.

Il divario di compliance: l’AI è ora un attore invisibile

Per i responsabili di Compliance, Risk e Governance, questa non è solo un’altra  novità tecnologica. Rappresentano un grave problema di visibilità: se non si riesce a vedere cosa queste AI fanno sui dispositivi dei dipendenti, diventa impossibile controllarle e garantire il rispetto di standard come ISO 42001, NIST AI RMF e delle politiche interne di governance dell’AI.

La governance tradizionale dell’AI enfatizza i modelli che un’organizzazione sviluppa o acquista. Tuttavia, le app mobili con agentic AI cambiano radicalmente lo scenario:

  • Operano sui dispositivi mobili, non all’interno dell’ambiente aziendale.
  • Interagiscono con app, dati e API aziendali.
  • Prendono decisioni autonome e agiscono per conto dell’utente.
  • Spesso bypassano completamente la revisione IT e sicurezza.
  • Evolvono rapidamente, aggiornando le funzionalità in giorni, non mesi.

In altre parole, lo Shadow AI è ora mobile, personale e altamente capace. Quando i dipendenti utilizzano queste app per lavoro senza l’approvazione ufficiale dell’IT—anche con buone intenzioni—i team di compliance perdono visibilità su:

  • Quali dati vengono utilizzati e da chi
  • Come avviene l’accesso ai dati
  • Dove questi dati vengono trasferiti
  • Quali decisioni prende l’AI
  • Se l’organizzazione è esposta a rischi legali, normativi o contrattuali

Tutto ciò è incompatibile con ogni moderno standard di governance dell’AI.

ISO 42001 alza l’asticella—e la maggior parte delle organizzazioni non è pronta

Settori altamente regolamentati come servizi finanziari, sanità, telecomunicazioni, difesa e infrastrutture critiche richiedono sempre più spesso la conformità alla norma ISO 42001 (AI Management System) lungo tutta la catena di fornitura, inclusi fornitori software, cloud provider, piattaforme SaaS e partner di servizi gestiti che sviluppano, integrano o gestiscono sistemi AI. Questo cambiamento è guidato da una combinazione di pressioni normativa, gestione del rischio e rigore negli acquisti.

Di conseguenza, i programmi di procurement e gestione del rischio di terze parti iniziano a richiedere ai fornitori di dimostrare l’adozione di un framework formale di governance AI che copra inventario dei sistemi AI, la valutazione dei rischi, la gestione dell’uso dei dati, la supervisione umana, la gestione degli incidenti e il controllo dell’intero ciclo di vita. La ISO 42001 offre un modo standardizzato e verificabile per dimostrare che i rischi legati all’AI vengono sistematicamente identificati, controllati e monitorati continuamente— analogamente a quanto avvenuto con la ISO 27001, diventata un riferimento imprescindibile per la sicurezza delle informazioni.  ISO 42001 richiede alle organizzazioni di:

  • Identificare e inventariare i sistemi AI
  • Valutare e mitigare i rischi legati all’AI
  • Garantire trasparenza e tracciabilità
  • Mantenere supervisione e controllo umano
  • Proteggere i dati sensibili accessibili dai sistemi AI
  • Monitorare continuamente i comportamenti guidati dall’AI

Ma ecco il problema: questi requisiti non possono essere soddisfatti se le app mobili con agentic AI operano sui dispositivi dei dipendenti senza che l’organizzazione ne sia consapevole. Un framework di compliance è forte solo quanto è visibile. Quando l’AI opera in modo invisibile, rimane non gestita—e l’AI non gestita porta inevitabilmente alla non conformità.

L’agentic AI sui dispositivi mobili amplia la superficie di rischio aziendale

A differenza delle applicazioni tradizionali, le app mobili con agentic AI:

  • Richiedono permessi profondi sul dispositivo: contatti, foto, microfono, clipboard, accesso alla rete—spesso ben oltre quanto necessario.
  • Bypassano controlli di identità e Zero Trust: la maggior parte delle policy aziendali governa gli utenti, non l’AI autonoma che agisce per loro.
  • Introducono rischi di fuga dati ed esposizione legale: dati dei clienti, informazioni dei dipendenti, proprietà intellettuale e dati regolamentati possono essere processati da modelli AI esterni, aumentando il rischio aziendale.
  • Creano punti ciechi nella governance: non è possibile applicare supervisione “human-in-the-loop” se il “loop” è invisibile.

Questo non è più un rischio ipotetico. Sta già accadendo in tutti i settori.

È il momento di agire: la Compliance deve ottenere piena visibilità sull’AI mobile

I team di sicurezza da soli non possono risolvere il problema. Le app agentic AI rientrano pienamente nella responsabilità di Compliance, Risk e Governance, perché le conseguenze dell’AI non gestita includono:

  • Violazioni di ISO 42001, NIST AI RMF, GDPR, HIPAA e restrizioni contrattuali sull’AI
  • Violazioni degli obblighi di riservatezza con clienti e partner
  • Perdita di visibilità e tracciabilità dell’AI
  • Sistemi AI non revisionati operanti in workflow regolamentati
  • Maggiore responsabilità legale durante indagini o incidenti

La soluzione parte da un passo semplice: richiedere visibilità. I team di Compliance devono collaborare con IT e Security per implementare piattaforme di sicurezza mobile—come Lookout Mobile Endpoint Security—che siano in grado di:

  • Scoprire e inventariare le app agentic AI su iOS e Android
  • Valutare i rischi delle app, i permessi e le vie di accesso ai dati
  • Monitorare anomalie comportamentali e connessioni non autorizzate
  • Applicare policy prima che i dati lascino il dispositivo
  • Fornire evidenze verificabili per framework di governance AI
  • Proteggere dati sensibili in ambienti BYOD e ibridi

Lookout monitora continuamente le applicazioni mobili per individuare framework di AI integrati, comportamenti autonomi, permessi rischiosi e attività di rete, consentendo alle organizzazioni di comprendere quali app basate dall’AI sono in uso, a quali dati possono accedere e se i comportamenti rispettano policy e regolamenti. Questa visibilità aiuta i team di Compliance a passare dalle ipotesi alle prove —colmando il divario di visibilità dell’AI e gettando le basi per framework di governance come ISO 42001 e NIST AI RMF. Senza queste capacità, la Compliance non può fronteggiare l’espansione rapida della superficie di rischio aziendale dovuta all’Agentic AI sui device dei dipendenti.

La governance dell’AI inizia con l’intelligence sulle app mobili

L’agentic AI non aspetta che le organizzazioni si adeguino. Sta già influenzando i workflow, le decisioni e interagendo con i dati aziendali—spesso senza supervisione. I leader della Compliance hanno ora la responsabilità di:

  • Trattare le app mobili agentic AI come sistemi AI soggetti a governance
  • Richiedere visibilità su scala aziendale sul comportamento mobile dell’AI
  • Aggiornare policy e controlli per includere AI nativa mobile
  • Collaborare con i team di Security per implementare tecnologie che garantiscano compliance
  • Assicurarsi che nessun sistema AI—controllato dall’uomo o autonomo—operi al di fuori dei limiti approvati
La governance finisce dove si ferma la visibilità

Non si può controllare ciò che non si vede—e nell’era dell’agentic AI, la visibilità sui dispositivi mobili non è più un miglioramento della sicurezza, ma un requisito di compliance. Ora più che mai, i team di Compliance devono fare da guida, colmando il divario di visibilità sull’AI e adottando soluzioni come Lookout Mobile Endpoint Security che proteggono la superficie di rischio in più rapida crescita nell’impresa: l’agentic AI sui dispositivi dei dipendenti.

Le organizzazioni che agiranno ora non solo proteggeranno i propri dati, ma dimostreranno maturità nell’AI, guadagneranno fiducia e rafforzeranno la propria posizione normativa.

Fonte: Lookout

 

Xurrent – Un nuovo modo di mettere le persone in contatto con il supporto di cui hanno bisogno

Xurrent – Un nuovo modo di mettere le persone in contatto con il supporto di cui hanno bisogno

Phil Christianson lavora nel product management da oltre 20 anni e ha provato praticamente ogni sistema ITSM immaginabile. Conosce alla perfezione la routine: i menu a tendina, i cataloghi di servizi, gli alberi “seleziona il tipo di problema” che raramente rispecchiano davvero la situazione che stai affrontando.

Oggi, come Chief Product Officer di Xurrent, Phil non si occupa solo della strategia e della roadmap di prodotto, ma utilizza quotidianamente la piattaforma che il suo team sviluppa — vivendo in prima persona le sfide e le opportunità della tecnologia che guida.

Un’area della piattaforma su cui ha puntato molto? Sera AI.

«Ormai utilizzo solo il virtual agent», dice Phil. «Ho smesso di inserire ticket nel modo tradizionale.»

Se un CPO con vent’anni di esperienza ha abbandonato l’“approccio tradizionale”, forse vale la pena prestarci attenzione.

Questo è il secondo articolo della nostra serie “How Xurtains Use Xurrent”, in cui alziamo il sipario su come i nostri team utilizzano la piattaforma ogni giorno. (Se non funziona per noi, perché dovrebbe funzionare per voi?)

Nel primo articolo abbiamo visto come i team di HR, IT, Finance e altri reparti collaborano senza silos. Questa volta analizziamo cosa succede quando l’AI viene integrata nella piattaforma — non come una funzionalità aggiunta a posteriori, ma come un tessuto che attraversa ogni componente.

Il vecchio modo

Phil descrive perfettamente “il vecchio modo” quando dice:
«Nel vecchio modo entravi in un sistema di ticketing — andavi su una pagina web, scrivevi “Ho un problema con il mio computer”, il sistema ti rispondeva “intendi questo laptop?” e spesso era quello di tre laptop fa.»

Lo vediamo in molti portali di servizio tradizionali, che spesso presentano informazioni sugli asset non aggiornate. I dati sono obsoleti, l’esperienza è frustrante e ti fa sentire come se il sistema in realtà non ti conoscesse affatto.

Ma non è l’unica esperienza superata che molti utenti ITSM devono affrontare. Eccone alcune altre:

Menu a tendina infiniti nel service portal.
Prima di poter segnalare un problema, il sistema obbliga l’utente a navigare in un “albero di opzioni”: hardware o software? Desktop o laptop? È una richiesta o un incidente? Il sistema ti costringe in categorie predefinite che spesso non riflettono la tua situazione reale.

Phil lo descrive così:
«Selezionavi da un catalogo — è hardware, software, stai cambiando ufficio — e percorrevi questo albero di opzioni.»

Il problema del “non so dove indirizzarlo”.
Devo inviare la richiesta all’IT? Al Facility? All’HR? Gli utenti finali non sono tenuti a conoscere l’organigramma aziendale. Eppure i portali tradizionali li costringono a indovinare: è una questione IT? Di Facility? Devo coinvolgere l’HR? Se si sceglie il reparto sbagliato, la richiesta viene rimbalzata da un team all’altro o resta ferma nella coda sbagliata per giorni.

Come ha raccontato John Davis, Director of Business Operations di Xurrent:
«Dal punto di vista dell’utente finale, chi accede al nostro portale self-service magari ha fretta, oppure la richiesta non rientra perfettamente in uno dei servizi definiti — può semplicemente andare su Sera AI e spiegare in inglese naturale di cosa ha bisogno, e la richiesta arriva direttamente a noi.»

L’attrito di dover imparare il sistema invece di segnalare semplicemente il problema.
Gli utenti non accedono al portale per imparare a usare un portale. Ci vanno per risolvere un problema. Se il sistema ti costringe a fare il lavoro — capire le categorie, navigare nei menu, compilare moduli con domande a cui non sai rispondere — non stai certo creando sostenitori.

Phil lo riassume perfettamente:
«Chiunque abbia aperto ticket IT lo sa — vuoi inserirlo e tornare alla tua vita. Non sono qui per imparare il sistema. Sono qui per segnalare un problema e tornare al mio lavoro.»

L’ingresso del Virtual Agent

Sera AI è il livello di intelligenza integrato di Xurrent che alimenta il virtual agent, ma è molto più di un semplice chatbot.

Il nostro virtual agent consente agli utenti di descrivere il problema in linguaggio naturale. Da lì, è il sistema a capire dove indirizzare la richiesta, ponendo eventuali domande di approfondimento (in base ai template configurati dal team). Gli utenti non devono conoscere né l’organigramma né il catalogo dei servizi.

Come ha spiegato Phil:

«Interagisco principalmente con il virtual agent e descrivo il problema che sto riscontrando. La cosa bella del virtual agent è che astrae tutto il resto. Non devo capire se la richiesta deve andare al marketing o all’IT. Racconto semplicemente il mio problema e il sistema lo indirizza al team giusto.»

Ha anche condiviso un esempio, come si può vedere in questo breve video.

Ma Phil non è l’unica persona in Xurrent a sfruttare il nostro virtual agent.  Cory Apperson, Chief Operating Officer di Xurrent, lo utilizza «per creare ticket per altri team interni».

«Se si tratta del TeamOps», continua, «uso il virtual agent per aprire ticket per loro. L’ho utilizzato un paio di volte anche per il marketing, quando dobbiamo aggiornare qualcosa sul sito marketing — la richiesta finisce direttamente nella coda del marketing e lascio che sia l’AI a gestirla per me.»

Nota: Cory non sta inviando ticket all’IT — sta usando il virtual agent per instradare richieste in tutta l’organizzazione. Marketing, TeamOps, qualunque reparto. Stesso strumento, caso d’uso diverso.

Sera AI è il tessuto, non solo una funzionalità

Il virtual agent è la parte più visibile di Sera AI, la sua manifestazione front-end, ma non è certo l’unica componente.

Noi la definiamo il “tessuto” della piattaforma Xurrent. Non è uno strumento standalone a cui si accede separatamente — è intrecciata in tutta la piattaforma, con un livello di intelligenza integrato in ogni fase dell’erogazione dei servizi.

Come osserva Phil:

«Abbiamo questo concetto di Sera AI come un tessuto che si propaga attraverso gli strumenti. Che tu sappia o meno di stare interagendo con Sera, lei sta lavorando in background.»

Sera viene utilizzata anche per: riepilogo automatico (summarization), sentiment analysis, traduzione automatica, creazione di articoli di knowledge base, miglioramento degli articoli del knowledge , e il nostro  automation builder, per citarne solo alcune.

Cory Apperson ha raccontato come utilizza l’AI Summarization:

«Uso spesso il riepilogo automatico delle note, soprattutto quando vengo coinvolto in una richiesta che ha già molti commenti e annotazioni. Ricevo un riassunto e poi scorro in fondo per verificare cosa sta succedendo in quel momento.»

John Davis, Director of Business Operations di Xurrent, aggiunge:

« Sera AI mi ha fatto risparmiare moltissimo tempo: a volte un ticket resta con un altro team per una settimana, accumulando molte note e aggiornamenti, prima di arrivare a noi. La funzione di riepilogo AI ci permette di capire subito cosa è già stato fatto, quali sono i prossimi passi e come risolvere il problema nel modo più veloce possibile.»

E il riepilogo non è l’unica funzionalità che lavora dietro le quinte. Per Tuan Vu, Global Training & Enablement Specialist di Xurrent, è la traduzione automatica a fare davvero la differenza.

Leggi la nostra guida completa alle funzionalità e caratteristiche AI di Xurrent per saperne di più.

Perché tutto questo è importante

Cosa significa concretamente per il lavoro quotidiano? In breve:

  • L’attrito scompare per gli utenti finali (devono solo descrivere il problema)
  • Gli specialisti risparmiano tempo nelle attività di triage e nell’analisi dello storico
  • Il sistema diventa più intelligente nel tempo (articoli di knowledge, suggerimenti di automazione)
  • L’AI amplifica la produttività senza richiedere alle persone di “imparare l’AI”

Spesso lo definiamo un win-win… win… win.

Ricordiamolo: il virtual agent e Sera AI nel loro complesso non servono a sostituire il service desk — servono a eliminare l’attrito tra le persone e l’aiuto di cui hanno bisogno.

Phil Christianson non ha smesso di usare il service catalog perché qualcuno glielo ha imposto. Ha smesso perché il virtual agent era semplicemente più veloce, più semplice e migliore.

E questo dovrebbe davvero essere il criterio di valutazione dell’IA nel service management: non ‘esiste?’ ma è abbastanza efficace da essere effettivamente utilizzata dalle persone?”

In Xurrent, la risposta è sì — dal Chief Product Officer fino a tutti gli altri livelli.”

Fonte: Xurrent

Keeper protegge le password di un’azienda tecnologica di livello mondiale

Keeper protegge le password di un’azienda tecnologica di livello mondiale

Un fornitore globale di servizi tecnologici con sede nel Regno Unito, con oltre 11.000 dipendenti, è cresciuto rapidamente servendo clienti nei settori della finanza, delle telecomunicazioni, dei media, della vendita al dettaglio e dell’assistenza sanitaria. Dietro le quinte, i team di Information Technology (IT) e di sicurezza affrontavano sfide crescenti: troppi strumenti per gestire le password, scarsa visibilità sui controlli di accesso e lacune di conformità mentre le minacce informatiche diventavano sempre più sofisticate.

L’esperienza dell’azienda riflette un trend diffuso nel settore. Secondo l’Insight Report di Keeper Security, basato sulle risposte di oltre 370 professionisti della cybersecurity, solo il 12% degli intervistati britannici si è sentito completamente preparato ad affrontare attacchi basati sull’IA. I risultati evidenziano una significativa mancanza di preparazione nella sicurezza delle identità e delle credenziali nelle organizzazioni.

Per affrontare queste sfide, l’azienda si è rivolta a Keeper® per unificare la sicurezza, migliorare la visibilità e ripristinare il controllo su tutta la sua vasta forza lavoro distribuita.

Lacune nella gestione delle credenziali

All’interno di questa organizzazione tecnologica globale, il personale faceva affidamento su una combinazione di gestori di password e soluzioni ad hoc. Alcuni team utilizzavano fogli di calcolo, mentre altri memorizzavano le password localmente o le riutilizzavano su più sistemi. Queste pratiche incoerenti hanno creato seri punti ciechi, oltre a una mancanza di igiene e controllo delle credenziali. I team di sicurezza avevano difficoltà a rispondere a domande critiche su chi aveva accesso a cosa e se le credenziali condivise fossero gestite in modo sicuro.

Anche il team di compliance sentiva la pressione. Con requisiti normativi rigorosi e standard ISO da rispettare, l’assenza di un sistema centralizzato rendeva difficile far rispettare le policy o produrre audit affidabili. Come ha dichiarato un responsabile:

Volevamo unificare la gestione delle password in un’unica soluzione sicura che il nostro team di cybersecurity potesse controllare e gestire.– Responsabile della consegna dei progetti

Passare a una piattaforma unificata

Dopo aver confrontato diverse soluzioni, l’organizzazione ha scelto Keeper per la sua solida sicurezza, facilità d’uso e capacità di portare ogni team su una piattaforma centralizzata di gestione delle credenziali basata su architettura zero-trust e zero-knowledge. Keeper è diventato il sistema sicuro e unificato su cui l’intera organizzazione poteva fare affidamento.

Perché Keeper ha fatto la differenza:

  • Gestione centralizzata: una piattaforma unica e sicura per tutte le password e le passkey.
  • Adozione semplice: un’interfaccia semplice, un’implementazione rapida e risorse di supporto chiare.
  • Sicurezza avanzata: autenticazione a più fattori (MFA), crittografia end-to-end, condivisione sicura e controlli di accesso basati sui ruoli.
  • Convenienza: prezzi trasparenti e supporto alle aziende efficace.

Abbiamo fornito al nostro team sia formazione per gli utenti finali sia formazione per gli amministratori. L’interfaccia è davvero intuitiva e l’implementazione è stata molto fluida. – Responsabile della Gestione della Consegna dei Progetti

Come Keeper ha migliorato la sicurezza dell’azienda

Distribuire Keeper a oltre 11.000 dipendenti ha dato all’organizzazione il controllo centralizzato che le mancava. L’IT poteva finalmente applicare politiche rigorose sulle password, monitorare l’igiene delle credenziali e gestire l’accesso da un unico posto. I risultati principali sono stati:

  • Maggiore sicurezza e conformità: Keeper ha rafforzato la sicurezza dell’organizzazione e ha supportato i requisiti ISO e di conformità. La dashboard centralizzata offre ora all’IT una visibilità in tempo reale sull’attività delle credenziali.
  • Onboarding e offboarding più veloci: ora l’accesso può essere concesso o revocato in pochi secondi. Keeper ha anche migliorato la collaborazione tra i team standardizzando le modalità di condivisione di password e chiavi di accesso.
  • Migliore sicurezza e visibilità: con l’integrazione del Single Sign-On (SSO), i dipendenti accedono a Keeper utilizzando le loro credenziali esistenti e accedono in modo sicuro alle app che non supportano l’SSO. Funzionalità come KeeperFill® semplificano la compilazione automatica su siti web e app.
  • Alto tasso di adozione da parte degli utenti: L’interfaccia intuitiva e l’estensione per browser di Keeper hanno reso facile per tutti i dipendenti, incluso il personale non tecnico, iniziare a usarlo. L’adozione è aumentata ulteriormente grazie al piano Family incluso per gli utenti aziendali.

Al team è piaciuto molto il fatto che Keeper includesse un piano familiare gratuito. Un vantaggio extra che ha accelerato ulteriormente l’adozione da parte degli utenti – Responsabile della consegna dei progetti

Leggi il caso di studio completo

Proteggi le credenziali della tua organizzazione con Keeper

Man mano che le minacce informatiche basate su credenziali e identità diventano più avanzate, gestire e condividere in modo sicuro le password è essenziale per proteggere i dati più sensibili e i sistemi critici della tua organizzazione.

Fonte: Keeper Security

Come posso usare Lansweeper per monitorare le informazioni sulle garanzie?

Come posso usare Lansweeper per monitorare le informazioni sulle garanzie?

Se il tuo ruolo prevede il monitoraggio delle garanzie hardware, sai quanto facilmente le date di scadenza, i contratti con i fornitori e i dettagli sulla copertura possano sfuggire. Lansweeper ti aiuta ad automatizzare il monitoraggio delle garanzie, così saprai sempre cosa è coperto, cosa sta per scadere e cosa richiede attenzione.

Cos’è il monitoraggio delle garanzie e perché è importante?

Il monitoraggio delle garanzie consiste nel controllare le date di inizio e fine della garanzia di ogni asset, il livello di servizio e i dettagli del produttore (OEM). Con dati accurati, puoi evitare costi di riparazione imprevisti, prevenire violazioni degli SLA e pianificare le sostituzioni prima che i guasti abbiano un impatto sugli utenti. Senza questo controllo, i team di approvvigionamento rischiano di pagare troppo per interventi di riparazione o di rinnovare contratti senza un’adeguata visibilità.

I tipi di garanzia più comuni includono la copertura standard del produttore, il servizio esteso o on-site e la protezione contro i danni accidentali. Tuttavia, molte reti includono dispositivi di numerosi fornitori diversi, il che rende difficile mantenere sotto controllo questi dettagli, soprattutto se il team verifica ancora le garanzie manualmente o si affida a strumenti come il Cisco Warranty Finder.

Automatizza il monitoraggio delle garanzie con Lansweeper

I controlli manuali delle garanzie rallentano i team e i dati diventano rapidamente obsoleti. Le scansioni automatizzate risolvono questo problema: Lansweeper si collega regolarmente alle fonti dei fornitori, aggiorna i campi relativi alla garanzia e individua discrepanze o dati mancanti.

Puoi programmare queste scansioni su base settimanale o mensile, a seconda dell’ambiente. Questo è il modo più semplice per individuare le date di scadenza delle garanzie in Lansweeper senza usare fogli di calcolo. Gli aggiornamenti automatici riducono anche gli errori, aiutano i team a pianificare i rinnovi dei servizi in anticipo e prevengono acquisti dell’ultimo minuto causati da guasti imprevisti.

Configurare il monitoraggio delle garanzie in Lansweeper

Lansweeper centralizza tutte queste informazioni, evitando di dover passare da un portale fornitore all’altro. La configurazione richiede pochi passaggi e viene descritta in questo articolo della knowledgebase.

Per mantenere i dati accurati, assicurati che ogni dispositivo riporti il numero di serie corretto, in particolare laptop, server e dispositivi di rete. Combina queste informazioni con i campi di ciclo di vita, così il tuo team potrà visualizzare lo stato della garanzia e il ciclo di vita in un unico posto.

Analizza lo stato delle garanzie e pianifica in anticipo

Una volta che i dati sono nella piattaforma, puoi utilizzare i report di Lansweeper sullo stato delle garanzie per vedere:

  • Un elenco completo degli asset prossimi alla scadenza della garanzia
  • Dispositivi già fuori garanzia
  • Elementi senza dati sulla garanzia
  • Copertura delle garanzie raggruppata per fornitore o sede

Le dashboard di Lansweeper aiutano i responsabili IT e dei procurement a individuare trend, confrontare le coperture OEM o identificare hardware obsoleto da sostituire. I team di approvvigionamento fanno spesso affidamento su questi report durante il ciclo di budget annuale, poiché prevedono le sostituzioni imminenti.

Se hai bisogno di supervisione in tempo reale, gli avvisi di garanzia ti notificano quando i dispositivi rientrano in una finestra di scadenza definita, spesso 30, 60 o 90 giorni. Questo ti dà il tempo necessario per rinnovare la copertura, richiedere preventivi o allineare i piani di servizio con il tuo roadmap di ciclo di vita.

Prendi decisioni migliori con una visibilità completa sulle garanzie

Quando le informazioni sulle garanzie sono centralizzate, ottieni maggiore controllo sulla manutenzione hardware, sulle trattative contrattuali e sul budget a lungo termine. Le funzionalità di Lansweeper per il monitoraggio delle garanzie ti offrono la visibilità e l’automazione necessarie per gestire la tua infrastruttura in modo proattivo, invece di reagire ai guasti imprevisti.

Se sei pronto a semplificare la gestione delle garanzie ed eliminare i controlli manuali, automatizza il monitoraggio con Lansweeper e lascia che la piattaforma ti fornisca le informazioni di cui hai bisogno, esattamente quando ti servono.

Fonte: Lansweeper