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C.H. Ostfeld - Le News

May 2010

In questo numero:
  • 10 "Best Practice" per gestire il ciclo di vita dei PC
    La necessità, conseguenza della crisi economica, ha determinato o dovrebbe determinare un cambio di marcia nel gestire i propri cespiti informatici. Le aziende infatti si sono ritrovate ad auspicare il riutilizzo dei cespiti esistenti e ben pochi poi si possono permettere di avere desktop inutilizzati e licenze software dimenticate in giro.
  • Come ridurre il Total Cost of Ownership (TCO)
    Sempre in tema di difficile clima economico, che influenza le valutazioni di gestione dell'IT, si evidenzia il fatto che i costi nascosti non sono più accettabili. Numara indica in un proprio white paper 10 punti molto utili per evitare di trovarsi con sgradite sorprese, che i magri budget non permettono più di gestire e ammortizzare.
  • Forse non tutti sanno ....
    Che l'Italia è terra di pirati... di software. Il settimo rapporto di BSA (Business Software Alliance) parla chiaro, segnalando un aumento di un punto percentuale del tasso di software illegale nel 2009 portandoci al 49% dal precedente 48% (fonte Top Trade Informatica).

Buona lettura ed arrivederci a Giugno


10 "Best Practice" per gestire il ciclo di vita dei PC

Uno degli effetti della crisi economica è la necessità di tener conto di ogni singolo euro di spesa.

E' per questo motivo che le aziende spesso si trovano a riutilizzare cespiti esistenti che in passato sarebbero stati dismessi.

Oggi pochi si possono permettere di avere desktop inutilizzati e licenze software dimenticate in giro.

Inoltre un altro effetto da non sottovalutare, conseguenza delle molte acquisizioni e fusioni di questi ultimi tempi, è stato l'accorpamento di ambienti e sistemi diversi, obbligando molte aziende ad uniformare ed ottimizzare i propri cespiti per ottenere maggiore efficienza.

Le necessità di oggi hanno determinato un cambio di marcia nella gestione dei cespiti informatici.

Molte realtà stanno abbandonando il tradizionale approccio di considerare ogni cespite una entità separata ed invece guardano i cespiti come un insieme completo con un ciclo di vita proprio che va dall’introduzione alla dismissione.  

Si possono identificare quattro macro stadi di vita:

  1. Al momento dell’acquisto:
    • si presenta l’esigenza di gestire e uniformare diversi ambienti,
    • ci si deve assicurare che le licenze siano in uso prima di acquistarne altre,
    • garantirsi che la configurazione approvata sia installata su tutte le nuove macchine.
  2. La sicurezza è la seconda sfida nella gestione del ciclo di vita del proprio ambiente IT:
    • trovare un approccio proattivo alla gestione delle vulnerabilità, delle patch e della configurazione garantendo sicurezza a costi minimi,
    • garantire la conformità alle policy interne ed esterne di sicurezza proteggendo i dati sensibili aziendali
  3. La manutenzione (oltre al proprio ruolo tradizionale) copre altri aspetti quali:
    • l’uso energetico e la riduzione delle emissioni e in genere il risparmio attraverso iniziative di Green IT,
    • prevenire e porre rimedio all’utilizzo non autorizzato del software,
    • ottimizzare i livelli di servizio offrendo un efficiente service desk  con le informazioni dei cespiti per gestire i problemi,
    • la gestione dell’utilizzo dei dispositivi mobili all’interno e all’esterno della rete aziendale.
  4. Infine la dismissione: 
    • identificando quali sistemi non sono più in manutenzione o quelli che non supportano i nuovi sistemi operativi,
    • verificando di non continuare a mantenere in carico hardware con leasing scaduto.

Per saperne di più sull’argomento leggi il white paper di Numara Software e scopri la soluzione che propone Numara per gestire con un solo strumento l’intero ciclo di vita dei PC.

Per maggiori informazioni scrivete a: newsletter@ostfeld.com


Come ridurre il Total Cost of Ownership (TCO)

Sempre in tema di difficile clima economico, che influenza le valutazioni di gestione dell'IT, si evidenzia il fatto che i costi nascosti non sono più accettabili.

Di conseguenza è necessario capire il costo reale prima di approvare una spesa.

Questo a volte diventa difficile perché i produttori sono spesso un po' evasivi sul costo reale dei propri prodotti, in questo mercato cosi’ competitivo, dove il prezzo sembra essere l’unico criterio di decisione e acquisto.

Per capirne di piu’ ricorriamo all’esperienza degli analisti di mercato quali Gartner e Forrester e ad una ricerca fatta condurre da Numara Software attraverso una organizzazione indipendente di ricerche di mercato.

Per una corretta valutazione del TCO i fattori sono molteplici e sono sia esterni che interni.

Numara indica in un proprio White Paper una tabella con una lista di 10 punti da verificare nella valutazione del costo totale dei beni informatici.

Una check list molto utile per evitare di trovarsi con sgradite sorprese che i magri budget non permettono più di gestire e ammortizzare.

Scarica il White Paper di Numara Softare Fighting back – Reducing total cost of Ownership”.

Per maggiori informazioni scrivete a: newsletter@ostfeld.com


L'angolo dell'ITIL - Il Demand Management

Con ITIL V3 il Demand Management è parte della Service Strategy.

Il Demand Management è un aspetto critico nella gestione del servizio. Infatti una richiesta mal gestita è fonte di rischio per i fornitori di servizi.

La capacità eccessiva genera costi senza creare valore, che fornisce una base per il recupero dei costi. I clienti sono riluttanti a pagare capacità inattiva a meno che questa non apporti valore per loro.

Ci sono dei casi i cui un certo ammontare di capacità inutilizzata è necessaria per rispettare i livelli di servizio. Tale capacità crea valore attraverso un piu’ alto livello di assicurazione, reso possibile dalla piu’ alta capacità. Tale capacità non puo’ essere considerata capacità nascosta perché è utilizzata attivamente per uno scopo.

A differenza delle merci, i servizi non possono essere anticipatamente fabbricati e stoccati in un magazzino merci finite prima della richiesta. La richiesta e la capacità sono saldamente agganciate nei sistemi di servizio anche quando paragonate con il just in time (JIT) della produzione.

La capacità produttiva delle risorse disponibili per un servizio è tarata conformemente alle previsioni e ai modelli di richiesta.

Richiesta vs capacità 

I processi di business sono la principale richiesta di servizi. I modelli di attività di business (Pattern of business acitivity o PBA) influenzano i modelli di richiesta visti dai fornitori di servizi. E’ molto importante studiare il business del cliente per identificare, analizzare e codificare tali modelli cosi' da fornire una base sufficiente per il Capacity Management.

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Forse non tutti sanno ...

Che l'Italia è Terra di Pirati...di software. L’ultimo rapporto pubblicato dal BSA sul software illegale segnala che un software su due in Italia non e’ in regola. Si e’ passati dal 48% di software illegale del 2008 al 49% del 2009.

Il settimo rapporto del BSA (Business Software Alliance) segnala l’aumento di pirateria nel 2009 dopo che dal 2005 il tasso era sceso dal iniziale 53%. Una tendenza che ci pone distanti dagli altri paesi europei come la Germania (28%) e il Regno Unito (27%), ma anche la Francia (40%) e la Spagna (42%).

La leggera crescita, probabilmente è dovuta alla mancata sostituzione dei pc aziendali e alla crisi economica, che non ha incentivato le aziende a comprare software.

Secondo Luca Marinelli, presidente di BSA  “Se il tasso di pirateria italiano si abbassasse di dieci punti, potremmo recuperare seimila posti di lavoro, 700 mila euro di entrate fiscali e due miliardi di dollari di fatturati per l’IT”.

Ne’ Marinelli ne’ il Tenente Colonnello della guardia di finanza Marco Nieddu si sentono di giurare che anche la PA sia perfettamente in regola. Del resto in un paese dove un software su due è copiato è assai probabile che i programmi illegali siano presenti un po’ ovunque.

Anche le grandi aziende, sempre secondo Marinelli, non sono immuni dal fenomeno, ma in questo caso si tratta di problemi legati alla gestione delle licenze più che da copie illegali.

La pirateria scende dove ci sono sforzi del governo e l’attività dei vendor per un corretto software asset management, ma anche se si diffondono netbook e laptop con software preistallato. In Italia la forte presenza di piccole aziende e l’aumento del consumer portano a un maggiore tasso di pirateria.

Fonte: Top Trade Informatica

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