Workspace ONE garantisce i flussi di comunicazioni più critici durante gli eventi imprevisti

Workspace ONE garantisce i flussi di comunicazioni più critici durante gli eventi imprevisti

In questo articolo vedremo come Workspace ONE garantisce il flusso delle comunicazioni aziendali anche in tempi di crisi. 

Quando si verificano situazioni impreviste che impongono ai dipendenti modalità di lavoro nuove, il mantenimento dei contatti e la possibilità di comunicare efficacemente con centinaia o addirittura migliaia di essi sono aspetti fondamentali per salvaguardare la Business Continuity. L’obiettivo primario rimane mettere al primo posto la salute e la sicurezza dei dipendenti e dei loro familiari, ed è una questione di comunicazione efficace. Per farlo, la creazione di canali di comunicazione multipli è di aiuto, assicurando che ogni dipendente venga raggiunto attraverso almeno una modalità.

Comunicazione continua tramite notifiche Hub

Tramite le notifiche di Workspace ONE Intelligent Hub, le organizzazioni possono generare e inviare notifiche in tempo reale ai dipendenti o ad alcuni gruppi di essi. Questo servizio flessibile e cloud-hosted invia notifiche agli utenti sia nel portale Intelligent Hub in un browser, sia tramite l’app Intelligent Hub sul dispositivo mobile.

Notifiche personalizzate e semplici

Workspace ONE Notification Builder consente agli amministratori IT e ai partner commerciali di creare, visualizzare in anteprima e monitorare le notifiche inviate ai dipendenti tramite Intelligent Hub. Le notifiche includono testo personalizzato e azioni e priorità che possono essere indirizzate a tutti i dipendenti o solo a gruppi specifici di dispositivi. Quando si presenta la necessità di diffondere rapidamente le informazioni, è possibile contrassegnare le notifiche come urgenti. Le stesse sono inoltre supportate dal servizio di notifica push a livello di sistema operativo, in modo da poter avvisare gli utenti anche quando non stanno utilizzando attivamente l’app. Ciò significa che, anche se i dipendenti non hanno accesso alla posta elettronica, Notification Builder permette di trasmettere immediatamente le informazioni più importanti alle persone giuste al momento giusto.

Informazioni immediate grazie a Mobile Flows

Se si utilizzano le notifiche insieme a Mobile Flows, i dipendenti non dovranno più aprire app e servizi diversi per completare le attività o ottenere informazioni. Mobile Flows ti permette di offrire una SSOT (Single Source of Truth) in modo che i dipendenti possano ricevere comunicazioni precise e immediate e prendere decisioni anche in movimento. Gli eventi imprevisti implicano il rischio che le informazioni possano cambiare rapidamente e risultare spesso complesse. Mobile Flows consente di inserire un ulteriore contesto di notifica con applicazioni aziendali di terze parti integrate. Utilizzando i connettori predefiniti di VMware con le app più diffuse tra cui Salesforce, Concur, Coupa e ServiceNow, i dipendenti possono aggiornare facilmente i loro viaggi o tenere traccia dello stato di una richiesta di assistenza in base a nuove informazioni. Molte delle integrazioni delle applicazioni si attivano con un solo clic ed è possibile crearne di personalizzate. Visita il sito GitHub di VMware o VMware {code} per consultare la documentazione open source e ottenere ulteriori informazioni. Oggi più che mai i dipendenti necessitano di trasparenza e immediatezza nelle comunicazioni aziendali, e Mobile Flows con Workspace ONE rappresenta un aiuto per raggiungere quest’obiettivo.

Non è mai troppo tardi per iniziare a sviluppare un piano di Business Continuity in grado di gestire gli eventi inaspettati. Una comunicazione ben ponderata, soprattutto in tempi di crisi, prende in considerazione anche situazioni in cui la posta elettronica è limitata o inaccessibile e fa sì che vengano messe in atto diverse linee di comunicazione con i dipendenti. Workspace ONE Notification Builder e Mobile Flows insieme a Intelligent Hub offrono un modo semplice ed efficace per raggiungere i dipendenti in tempi di incertezza.

Fonte: VMware Italy

Differenze tra Business Continuity e Disaster Recovery: VMware Horizon può aiutarti per entrambe

Differenze tra Business Continuity e Disaster Recovery: VMware Horizon può aiutarti per entrambe

Alla luce dei recenti eventi, molte organizzazioni stanno attraversando un periodo di forte imprevedibilità. Un numero sempre maggiore di esse, infatti, ha cancellato eventi e meeting, attuando politiche di smart working e ritrovandosi a testare la propria preparazione nella gestione delle conseguenze di eventi inaspettati. In questo articolo identificheremo le differenze che intercorrono tra disaster recovery e business continuity e le soluzioni che possono aiutare la tua azienda a rimanere operativa ed efficiente anche in tempi di così grande incertezza.

Se guardiamo alle diverse ragioni che spingono i clienti a utilizzare la virtualizzazione di desktop e applicazioni, alcune di queste hanno un impatto decisamente più immediato di altre. La sicurezza, l’eliminazione dei dati “at rest”, il lavoro da remoto, le fusioni e le acquisizioni, le applicazioni, i follow-me desktop e molto altro ancora sono tutti elementi preziosi per le organizzazioni. Altri, come il disaster recovery e la business continuity, rivelano il loro valore solo quando necessari.

Ma qual è la differenza tra disaster recovery e business continuity? Anche se questi processi potrebbero apparentemente sembrare identici – dopo tutto, entrambi fanno sì che gli utenti siano messi in condizione di continuare a lavorare anche in caso di eventi imprevisti e interruzioni – il disaster recovery e la business continuity presentano sostanziali differenze.

Che cos’è il Disaster Recovery?

Il disaster recovery entra in azione a seguito di un evento inaspettato che colpisce la tua infrastruttura. Un tornado che distrugge un data center o un’interruzione di corrente, ad esempio. In uno scenario di disaster recovery, è probabile che sia necessario che i carichi di lavoro vengano spostati rapidamente in un altro luogo. Con i PC tradizionali, le aziende possono utilizzare “siti caldi” localizzati altrove in grado di essere pronti in caso di emergenza. Questi ultimi non solo sono costosi da mantenere, ma devono anche essere ragionevolmente vicini agli utenti; così vicini che potrebbero anche essere colpiti dallo stesso disastro. Lo spostamento dei desktop e delle applicazioni nel data center o nel cloud pubblico permette a questi carichi di lavoro di girare più velocemente e di essere accessibili da remoto, anche in caso di eventi inattesi.

Che cos’è la Business Continuity?

La business continuity si riferisce invece a situazioni in cui l’infrastruttura rimane intatta, ma subentra una variabile che impedisce ai propri dipendenti di lavorare normalmente. Bufere di neve o uragani sono buoni esempi, ma ci sono molte altre ragioni per cui un’interruzione potrebbe costringere i lavoratori a rimanere a casa. Se un’azienda utilizza desktop tradizionali accessibili solo dall’ufficio, un’interruzione di questo tipo potrebbe essere disastrosa, ma, grazie alla virtualizzazione dei desktop e delle applicazioni, gli utenti possono semplicemente connettersi ai loro desktop e alle applicazioni da casa.

In entrambi i casi, l’implementazione di desktop e applicazioni virtuali dal data center con VMware Horizon piuttosto che l’utilizzo di mezzi più tradizionali come i PC fisici, consente all’organizzazione di essere più flessibile e adattabile nel caso si verifichi un impedimento o un’interruzione di qualsiasi genere. Se i desktop e le applicazioni virtuali rappresentano il metodo principale con cui i dipendenti svolgono il proprio lavoro, la loro esperienza sarà esattamente la stessa indipendentemente da dove si trovano, il che riduce ancora di più l’impatto di eventuali interruzioni inaspettate!

Horizon può aiutarti in entrambe le situazioni

VMware Horizon offre una piattaforma flessibile in grado di adattarsi ai casi di utilizzo più quotidiani, fornendo al contempo funzionalità aggiuntive a supporto del disaster recovery o della business continuity. Fornendo un unico pannello di controllo e un set di servizi cloud-based, le aziende possono implementare desktop virtuali e applicazioni in ambienti vSphere on-premises, VMware Cloud on AWS e Microsoft Azure in contemporanea e con la stessa assistenza. VMware dispone anche di soluzioni di virtualizzazione dei desktop su IBM Cloud e soluzioni partner, il che significa poter realizzare ancora più flessibilità quando è maggiormente richiesta.

Con VMware Horizon, è possibile costruire rapidamente un ambiente di virtualizzazione desktop completo e agile per supportare gli utenti in qualsiasi situazione. Combinato a VMware Workspace ONE, la tua azienda può garantire un’esperienza utente coerente, una sicurezza zero-trust, comunicazioni continue tramite Workspace ONE Intelligent Hub e, soprattutto, produttività ininterrotta.

Se non hai ancora pianificato una strategia di disaster recovery o business continuity, potrebbe essere il momento di iniziare a pensare a come la tua organizzazione possa affrontare questo genere di scenari potenzialmente dirompenti.

Fonte: VMware Italy

11 Segreti per il successo del “Remote-First”

11 Segreti per il successo del “Remote-First”

Alla luce degli eventi attuali, molte organizzazioni sentono gli effetti dell’imprevedibilità della vita. Con molte organizzazioni che cancellano gli eventi e le riunioni di persona e impongono politiche di lavoro temporaneo da casa, le aziende si rendono rapidamente conto di quanto siano realmente preparate a gestire questi eventi inaspettati. Ho intervistato Charles Barratt, Sr. Manager di Digital Workspace Pursuits in EMEA. Charles ha lavorato prevalentemente da casa per tutta la sua carriera e quindi ha raggiunto il “livello di esperto” quando si tratta di lavoro a distanza. Ha accettato di sedersi con me (a distanza) e di condividere alcune best practice sul tempo trascorso al di fuori dell’ufficio, sia temporaneo che a lungo termine. Date un’occhiata:

Kelly: Parlaci di te. Perché sei un esperto di lavoro a distanza e cosa significa per te?
Charles: Per la maggior parte della mia carriera sono stato classificato come lavoratore a distanza, da casa, flessibile* (*scegliete voi). Questo mi ha portato a fare delle esperienze terribili e delle esperienze meravigliose. La tecnologia è sempre stata presente per consentire alle persone di lavorare a distanza, ma lavorare a distanza non è la stessa cosa di “Remote-First” che prende in considerazione la cultura, il benessere e la tecnologia.

Kelly: Interessante. Allora, come definisci “Remote-First”?
Charles: Definisco Remote-First come una cultura che si intreccia nel DNA di un’organizzazione in cui la posizione fisica non è importante per fare affari e mantenere l’identità di un’organizzazione. La cultura di Remote-First assicura che ogni dipendente – sia esso a distanza o in ufficio – abbia la stessa esperienza e non si tratta solo di tecnologia o di strumenti. Significa trattare i dipendenti remoti nello stesso modo in cui si vorrebbe essere trattati e non come cittadini di seconda classe.

Kelly: Perché dovremmo pensare a Remote-First adesso?
Charles: L’attuale clima non è di buon auspicio per una collaborazione faccia a faccia e questo ha un impatto sulle persone e sulle aziende di tutto il mondo.  Le organizzazioni stanno ripensando a dove viene svolto il lavoro e nel mio mondo semplicistico, ho sempre creduto che il lavoro sia un’attività e non un luogo. Eppure questo è lontano dalla realtà per molte organizzazioni.

Kelly: Non potrei essere più d’accordo. Dal tuo punto di vista, perché pensi che sia così per la maggior parte delle organizzazioni?
Charles: Troppo spesso il lavoro a distanza è visto come un lusso. È percepito come qualcosa che si deve guadagnare e di cui le Risorse Umane vengono incolpate se non si può fare. Sono stato in grado di consigliare, implementare e avere a disposizione architetture tecniche per far sì che ciò avvenga, ma l’unica cosa che viene spesso trascurata è l’aspetto umano del lavoro a distanza.

Kelly: Sì, la tecnologia è importante, ma tenere alto il morale è ancora più importante. Quindi, come esperto di lavoro a distanza, quali sono i consigli e le best practices per i “nuovi lavoratori da remoto”?
Charles: Alcuni suggerimenti per Remote-First sono nella seguente lista. Non è esaustiva, ma è una lista che ha funzionato bene per me e per i miei team. Spero che vi sia d’aiuto se vi trovate a lavorare a distanza:

  1. HappyHour – Una volta alla settimana/due settimane, organizzate un incontro in cui tutti i membri del team accendono il video, scelgono la bevanda che preferiscono e chiacchierano per 30/60 minuti su un argomento non lavorativo; conosci veramente i tuoi colleghi.
  2. Spazio per l’ufficio’ in casa – Lavorate in un luogo della vostra casa che corrisponda al vostro modo di lavorare. Ho 4 figli e questo crea dei rumori di fondo! Ricordate che il vostro ufficio a casa è prima di tutto una CASA.
  3. Un solo posto per accedere ai contenuti lavorativi – Indipendentemente dal dispositivo o dalla posizione, dovreste avere un solo posto familiare per accedere a tutti i vostri contenuti digitali in modo sicuro.
  4. Video di default – Se stai ricevendo una chiamata, accendi il tuo video. Non solo coinvolge le persone, ma fornisce anche una rassicurazione su come le persone stanno affrontando l’isolamento.
  5. Contenuti del team accessibili – Se state organizzando riunioni in ufficio, dovreste sempre condividere lavagne, fogli o appunti in un posto centralizzato, in modo che gli altri non si sentano esclusi.
  6. Lavagne digitali – Quando avete colleghi remoti che si uniscono alle chiamate, non usate una lavagna bianca fisica. Passate al digitale.
  7. Pianificare il tempo insieme – Tutto funziona molto bene a distanza, ma le persone hanno bisogno di interazione fisica. Organizzate una squadra che si riunisca almeno una volta a trimestre.
  8. Collaborazione in tempo reale – Non c’è più bisogno di dire Office 365 o Google Apps – l’idea è chiara.
  9. Fare delle pause ogni 90 minuti – E’ importante staccare e sgranchire le gambe.
  10. Parlate con qualcuno, chiunque (non solo con voi stessi) – Se un giorno non avete riunioni di lavoro, chiamate qualcuno o fate una passeggiata nei negozi. È importante tenersi impegnati.
  11. Risultati – Ricordate che se state lavorando a un progetto che si basa sui risultati, usate le vostre ore di lavoro con saggezza. Spesso non è necessario lavorare dalle 9 alle 5. Potete, in molti modi, definire le vostre ore, purché il lavoro venga portato a termine.

Kelly: In questo momento molti lavoratori lavoreranno per la prima volta a distanza. Cosa dobbiamo fare se la nostra casa non è predisposta per un ufficio?
Charles: Ricordi che ho detto che il tuo ufficio a casa è prima di tutto una casa? Beh, non stressatevi se avete i bambini in casa e siete in una telefonata di lavoro. Il mio consiglio qui è di giocare in anticipo e dire alle persone, all’inizio della chiamata, che potrebbero sentire dei suoni e voci di personaggi animati in sottofondo. Non è mai stato un problema per me, e (credetemi) una frase o due su Buzz Lightyear sono dei grandi rompighiaccio!

Kelly: Non vedo l’ora che Buzz Lightyear si unisca a una delle mie chiamate! Va bene, se i lettori dovessero trarre una cosa da questa intervista, quale dovrebbe essere?
Charles: Mi considero molto fortunato nel ruolo che ho e posso lavorare da qualsiasi luogo. Il modo in cui mi è stato reso possibile è attraverso VMware Workspace ONE. La mia convinzione personale è che se sviluppiamo una cultura e un’architettura remote-first, allora questioni come situazioni climatiche estreme, le pandemie globali e gli incidenti causati dall’uomo non dovrebbero avere un impatto sul business in futuro. Dovrebbe essere solo business, as usual.

Kelly: Grazie, Charles

Fonte: VMware. Autore: 

Workspace ONE e la trasformazione digitale

Workspace ONE e la trasformazione digitale

La trasformazione digitale ha avuto e sta avendo un impatto sull’adozione di soluzioni per il lavoro agile e di digital workspace, ma i cambiamenti in atto hanno a che vedere in primis con la cultura organizzativa di un’azienda. Non dobbiamo infatti pensare che le nuove modalità di lavoro in azienda siano frutto di un cambiamento tecnologico, ma che piuttosto la tecnologia ne rappresenti l’abilitatore. Un cambiamento che è innanzitutto strategico e che coinvolge persone, processi e tecnologie. In questo senso, la digital transformation ha un ruolo di primo piano nel cambiare le modalità di lavoro, che ora è meno legato a un luogo fisico e a orari predeterminati e che si apre all’affermarsi di un paradigma di digital workspace che sta sostituendo progressivamente quello della postazione fisica tradizionale. Un nuovo paradigma che comporta inevitabilmente un cambiamento nel modo in cui l’IT distribuisce i servizi agli utenti finali, offrendo una User Experience migliore, estendibile a qualsiasi piattaforma, sede e dispositivo. (Tratto da “La collaboration alla conquista di nuovi spazi” “Il parere di VMware” Risponde Michele Apa, Senior Manager Solutions Engineering di VMware Italia. Autore: Redazione ImpresaCity)

Fonte: VMware 

VMware è leader nella gestione unificata degli endpoint

VMware è leader nella gestione unificata degli endpoint

La conferma arriva dal report The Forrester Wave: Unified Endpoint Management, Q4 2019, che ha valutato 13 vendor di Uem

VMware ha annunciato di essere stata riconosciuta Leader nell’Unified Endpoint Management da Forrester Wave all’interno del report The Forrester Wave: Unified Endpoint ManagementQ4 2019, che ha valutato 13 vendor di soluzioni di unified endpoint management (UEM).

La piattaforma per il digital workspace intelligence-driven di VMware, VMware Workspace ONE, si è classificata al primo posto nelle categorie “offering” e “strategy”. La piattaforma, inoltre, ha ottenuto il punteggio più elevato anche nelle categorie che premiano la roadmap e l’execution di prodotto e i criteri dell’ecosistema dei partner, nonché nella valutazione della presenza sul mercato (per il numero dei clienti complessivi, i clienti di Windows 10, il numero di dispositivi gestiti e il fatturato).

Forrester Wave dichiara: “La presenza crescente di VMware nel mercato UEM è in gran parte dovuta agli investimenti che rendono più semplice per i clienti abbracciare la gestione moderna di Windows 10, come la funzionalità di provisioning Dell differenziata per Workspace ONE, che consente di automatizzare in modo significativo il deployment dei PC Windows”.

Il report riconosce anche che: “L’impegno di VMware nel supportare l’esperienza dei dipendenti si conferma consistente. L’azienda supporta una vasta gamma di sistemi operativi e dispositivi, offre una solida esperienza di single sign-on (SSO) e funzionalità uniche a vantaggio della produttività all’interno delle sue app di gestione delle informazioni sul prodotto (PIM), come Mobile Flows”.

VMware continua a offrire innovazioni che rendono Workspace ONE la piattaforma di digital workspace di riferimento del mercato, scelta dall’IT e dai dipendenti. Dalle app ai dispositivi mobile, ai PC, VMware Workspace ONE offre ai clienti una console unica per gestire e proteggere in modo sicuro app e dispositivi aziendali critici su tutte le piattaforme, inclusi Windows, macOS, Chrome OS, iOS, Android e Linux.

Come riferito in una nota ufficiale da Shankar Iyersenior vice president e general manager, End User Computing di VMware: «Continuiamo ad arricchire Workspace ONE con le tecnologie più innovative del mercato a un ritmo vertiginoso, per fornire ai clienti il supporto della piattaforma per l’UEM più completa sul mercato, con funzionalità di sicurezza zero trust, e con l’ecosistema di partner più esteso. Sono questo ritmo di innovazione e la capacità di esecuzione a rendere Workspace ONE la piattaforma di digital workspace preferita sia dall’IT che dai dipendenti e crediamo che siano questi fattori di differenziazione ad averci permesso di ottenere il riconoscimento da parte dei principali analisti».

Fonte: Redazione LineaEDP

Workspace ONE – (On-Premises) Aggiornamento script APNs

Workspace ONE – (On-Premises) Aggiornamento script APNs

(On-Premises) Il 26 Novembre 2019 scadono i certificati che vengono usati dalla console Workspace ONE / Airwatch.
Senza il rinnovo non sarà possibile mandare messaggi push alle applicazioni VMWare.
Chi è in possesso di Workspace ONE UEM (il nuovo nome di Airwatch) On-Premises deve aggiornare i certificati APNs eseguendo sul database la query che potete scaricare qui di seguito:

Link

Nessun Impatto per chi utilizza il sistema in SAAS.

A questo link la comunicazione ufficiale di VMware

Come è possibile offrire ai dipendenti un’esperienza realmente digitale?

Come è possibile offrire ai dipendenti un’esperienza realmente digitale?

In un mondo del lavoro sempre più competitivo, in cui le aziende si trovano a dover affrontare una vera e propria caccia ai talenti, attrarre e tenere in azienda le persone giuste rappresenta la vera sfida. Il sondaggio di Deloitte “Global Human Capital Trends, 2019” ha rivelato che il 70% degli intervistati considera il recruiting importante e il 16% lo definisce una delle tre problematiche aziendali più impellenti per il 2019.

I datori di lavoro devono ridefinire la propria offerta per i talenti già acquisiti e per i potenziali nuovi dipendenti per conservare e attirare quelle competenze necessarie a favorire la crescita del proprio business nell’era digitale.

In che modo stai supportando i tuoi dipendenti?

Le aspettative dei dipendenti sulle modalità di lavoro sono cambiate con l’avvento del digitale. Per approfondire questa tematica abbiamo intervistato i dipendenti nell’area EMEA e i risultati sono chiari: i lavoratori desiderano ottenere flessibilità nella scelta degli strumenti da utilizzare, vogliono collaborare, innovare, essere creativi e avere a disposizione le tecnologie che consentano loro di raggiungere questi obiettivi. In altre parole, le aziende che non hanno la possibilità o la volontà di supportare i propri dipendenti in tal senso – in quella che definiamo la “Digital Employee Experience” – faticano ad attirare nuovi talenti o addirittura a conservare i talenti già acquisiti. Di fatto, questi ultimi rappresentano la sfida più significativa: il 70% degli intervistati ritiene che i datori di lavoro attuali debbano dare più importanza a questa tematica.

Per rispondere a queste aspettative, i datori di lavoro devono identificare chi all’interno dell’azienda si debba occupare di garantire esperienze positive ai dipendenti. Questo rimane un punto cruciale: oltre un quinto degli intervistati ritiene che non sapere a chi rivolgersi rappresenti un ostacolo al raggiungimento di una digital experience positiva.

Superare gli ostacoli alla collaborazione incentivando il lavoro di squadra

Una Digital Employee Experience positiva può essere raggiunta solo con una maggiore collaborazione tra l’IT, le risorse umane e i dipendenti. Le risorse umane sono da tempo i “gatekeeper” dell’esperienza dei dipendenti, mentre il termine “digitale” per la maggior parte delle aziende fa pensare automaticamente all’IT. Quando i due concetti vengono associati, si crea una certa confusione sulle responsabilità di gestione: il 49% dei dipendenti non sa se rivolgersi al team delle risorse umane o all’IT per parlare dei problemi relativi all’esperienza digitale e solo il 21% dei dipendenti sostiene che nella propria azienda esista una piena collaborazione tra i due reparti.

L’offerta di una Digital Experience realmente digitale, che garantisca l’accesso ai dispositivi e alle applicazioni di cui i lavoratori hanno bisogno, richiede un core tecnologico in grado di gestire gli accessi e la compliance offrendo nel contempo flessibilità. Questo è compito dell’IT. Tuttavia, per offrire il supporto adeguato, è necessario mappare le esigenze dei dipendenti, nonché comprendere quali sono le esperienze al di fuori dell’ambito lavorativo e quali benefici possano introdurre nell’ambiente di lavoro. In breve: l’elemento umano, il pane quotidiano dei team HR.

Grazie a una migliore collaborazione tra le due funzioni, le aziende potranno ottenere una maggiore crescita e attirare più facilmente nuovi talenti e diventeranno i posti di lavoro più ambiti solo se mosse da uno spirito più progressista.

Per scoprire in che modo la tua azienda può ottenere questo tipo di infrastruttura IT, approfondisci la tua conoscenza di VMware Workspace One.

Fonte: VMware Italy. Kristine Dahl Steidel, Vice President EUC EMEA, VMware

 

[Workspace ONE] Migrazione ad Android Enterprise

[Workspace ONE] Migrazione ad Android Enterprise

Arriva, con la versione 19.07, la possibilità tanto attesa di avere una modalità di migrazione dei device dalla gestione Android Legacy a quella Enterprise (Work Profile).

Il sistema si baserà sulla creazione di Smart Group per rendere granulare e progressivo il cambio.

Ricordiamo che la modalità “Enterprise” è già la modalità di gestione dei device Android consigliata e sarà l’unica disponibile da Android 10 per la rimozione, da parte di google, delle API legacy.

altri dettagli qui

Fonte: VMware

Ecco come le tecnologie cambiano il lavoro: l’ufficio presto sarà ovunque

Ecco come le tecnologie cambiano il lavoro: l’ufficio presto sarà ovunque

Le tecnologie che cambiano il lavoro. Il digitale che trasforma le nostre vite, le nostre abitudini. L’ultima fotografia scattata da Idc, nel rapporto Future of Work, non lascia spazio ai dubbi: tecnologie intelligenti e generazioni digitali trasformeranno per sempre il lavoro, al punto che le aziende dovranno cambiare anche il modo di misurare i dipendenti. Quella che si prospetta, insomma, è una vera e propria rivoluzione aziendale nel momento in cui l’intelligenza artificiale entrerà più in profondità nei processi operativi e le prime generazioni digitali, i millennial, inizieranno a rappresentare la quota maggiore della forza lavoro. Ovvero nell’arco dei prossimi due o tre anni.

L’ufficio è ovunque
Entro il 2021 – secondo lo studio di Idc – il 60% delle aziende Global 2000 (le più grandi aziende quotate al mondo) adotterà quello che la stessa società di analisi definisce Future WorkSpace, ovvero un nuovo concetto di spazio di lavoro «in grado di migliorare l’esperienza e la produttività dei dipendenti attraverso un ambiente fisico e virtuale più flessibile, intelligente e collaborativo». Lo spazio di lavoro futuro non sarà «statico o a orari prestabiliti», ma sarà «ovunque, in qualsiasi momento, su ogni device, mutuando l’inclinazione di millennial e nativi digitali»   …………………….

Fonte: Il Sole 24 Ore. Per leggere l’articolo originale completo: Ecco come le tecnologie cambiano il lavoro: l’ufficio presto sarà ovunque

Per affrontare queste nuove sfide VMware offre Workspace ONE. Workspace ONE è una piattaforma di livello enterprise semplice e sicura che consente l’accesso al tuo workspace digitale tramite il tuo dispositivo, smartphone, tablet o laptop, da qualsiasi luogo. La soluzione offre innanzitutto accesso Single Sign-on self-service di livello consumer a mobile app, app cloud e app Windows e include strumenti perfettamente integrati per la gestione di e-mail, calendario, file e collaborazione destinati ai dipendenti.

 

Le 5 tappe del percorso verso il Digital Workspace

Le 5 tappe del percorso verso il Digital Workspace

L’avvento delle nuove tecnologie nell’ultimo decennio ha avuto un impatto dirompente nel nostro ambiente di lavoro, tanto che non si parla più di posto ma di spazio di lavoro: siamo passati da “workplace” a “workspace”.

I confini sono sempre più labili, gli strumenti sempre più avanzati, i casi d’uso si sono moltiplicati: chi entra nel mondo del lavoro adesso si trova davanti una proposta lavorativa nuova, che non esisteva quando ha cominciato il suo percorso di studi. I posti di lavoro disponibili si sono trasformati, seguendo l’onda dell’evoluzione tecnologica che ha dato una scossa al business delle aziende, e i ruoli esistenti si sono dovuto evolvere.

Noi lavoratori e dipendenti siamo diventati più esigenti, richiedendo al nostro datore di lavoro strumenti avanzati per essere più efficaci e semplificare la nostra attività, con il beneficio per il business di diventare più produttivi.

In poche parole: siamo in piena trasformazione verso un workspace digitale.

“Trasformare” è proprio il termine adatto: dare forma. La nuova tecnologia che prepotentemente ha conquistato le nostre scrivanie, è così innovativa e rapida nell’aggiungere nuove funzionalità che l’IT delle aziende non è riuscita a star dietro al cambiamento. Ed è quindi necessario definire il nuovo spazio di lavoro, appunto “dargli una forma”.

Non è più tempo di bloccare ciò che dall’esterno arriva nel nostro workspace: ciò infatti causa da una parte il malcontento dell’end-user, e dall’altro limita le potenzialità di business. Bisogna guidare ed indirizzare il nuovo e governarlo per ottenerne i maggiori benefici.

Le tecnologie VMware accompagnano le aziende nel loro percorso verso il Digital Workspace, con una soluzione che soddisfa a 360 gradi i casi d’uso più diffusi, basata su Workspace ONE. In tal modo si riduce la distanza tra le richieste degli utenti finali e quelle di business, rendendo sicuro l’accesso alle applicazioni ed ai dati da minacce sempre più crescenti.

Ma quali sono i 5 requisiti per una completa adozione del Digital Workspace?

  1. User Experience: è fondamentale soddisfare le esigenze dell’utente finale e renderlo felice. Il primo passo è quello di individuare i casi d’uso, selezionarli e classificarli, conoscere le esigenze di ogni tipo di utente e delle linee di business in modo da dare valore all’azienda, aumentare la produttività e semplificare le operazioni dell’IT.
  2. Any Applications: l’esperienza utente è dettata dal fatto che bisogna accedere da qualsiasi dispositivo e da qualsiasi location alle proprie applicazioni, per poter espletare le attività quotidiane. E l’evoluzione dell’ambiente di lavoro deve considerare che alcune applicazioni non possono evolvere alla stessa velocità con cui le nuove tecnologie mobile invadono il workspace, ma rimangono indietro. Quindi bisogna avere a disposizione una soluzione che gestisca non solo le applicazioni più recenti e moderne (SaaS e mobile) ma anche quelle legacy, per garantire continuità agli utenti ed al business.
  3. Modern Management: un workspace digitale deve essere gestito in modo da garantire un’esperienza “always on” e “always connect” a tutti i tipi di dispostivi, mobile e laptop, facendo leva sulle potenzialità del cloud. Una gestione moderna introduce semplificazione e sicurezza, conoscendo il contesto in cui il dispositivo lavora per applicarne le giuste policy, e, con un set di API per gestire una vasta gamma di sistemi operativi, estendere il management a il più ampio range di device.
  4. Insights: se l’IT deve supportare il business e garantire una buona esperienza all’utente, non deve essere percepito esclusivamente come il dipartimento da contattare quando è necessario riparare un dispositivo. L’IT deve cambiare il modo in cui viene percepito, e avere gli strumenti per conoscere l’ambiente in cui gli utenti lavorano, le loro preferenze, le loro esigenze. Non basta collezionare log e informazioni di utilizzo, ma sfruttare tecnologie di intelligenza artificiale e machine learning per dedurre informazioni utili per applicare azioni correttive, e quindi analizzare performance, rischi, utilizzo.
  5. Automation: è vero che gli Insight sono critici. Ma la risposta correttiva non può essere manuale e reattiva. Dev’essere preventiva ed automatizzata. Provisioning di nuove applicazioni, auto-remediation, applicazione di nuove policy: ecco le azioni che devono essere usate non solo per bloccare un dispositivo se è il caso, per esempio, ma per garantire all’utente un ambiente di lavoro sempre aggiornato e protetto.

 

Il percorso verso il Digital Workspace con Workspace ONE porta benefici tangibili ed evidenti, che permettono di ridurre in primis costi e complessità rispetto a strumenti manuali e a compartimenti stagni. Inoltre, si riescono ad aumentare i livelli di sicurezza garantendo alta produttività e flessibilità agli utenti.

Così l’IT diventa un partner dell’impresa: garantisce la massima esperienza digitale agli utenti, invece di continuare a gestire puramente i dispositivi e chiamate di supporto.

Fonte: VMware Italy