Workspace ONE – (On-Premises) Aggiornamento script APNs

Workspace ONE – (On-Premises) Aggiornamento script APNs

(On-Premises) Il 26 settembre 2021 scadranno i certificati APNS che vengono usati dalla console Workspace ONE / Airwatch per comunicare con i dispositivi iOS.
Senza il rinnovo non sarà possibile mandare messaggi push alle applicazioni VMWare.
Chi è in possesso di Workspace ONE UEM On-Premises deve aggiornare i certificati APNs eseguendo sul database la query che potete scaricare qui di seguito:

Link script rinnovo APNs

Nessun Impatto per chi utilizza il sistema in SAAS.

A questo link la comunicazione ufficiale di VMware

 

Quando i partner di canale sono (quasi) tutto: viaggio a volo d’uccello nell’ecosistema VMware

Quando i partner di canale sono (quasi) tutto: viaggio a volo d’uccello nell’ecosistema VMware

Con Roberto Schiavone entriamo nell’articolato e multiforme ecosistema di canale VMware, dove la regola sono i percorsi chiari alla redditività e i partner non sono divisi per tipo ma per area di competenza e specializzazione. E dove adesso esiste anche un blog tutto nuovo dedicato alla comunità italiana: Cloudprovider.biz

Di Roberto Schiavone, Alliance e Channel Manager per l’Italia di VMware, approfittiamo per un volo panoramico sull’ecosistema dei partner di canale, pietra angolare delle strategie aziendali: un ecosistema ampio e variegato e che per questo ci facciamo spiegare.

“VMware si basa sull’ecosistema dei propri partner per guidare i clienti nel percorso verso la digital transformation, l’adozione del cloud e le applicazioni moderne – attacca Schiavone –. Certamente possiamo definire VMware un’azienda che, con pochissime eccezioni, opera esclusivamente avvalendosi dei propri partner di canale, oltre mille in Italia. Parliamo di un ecosistema articolato e multiforme in cui si muovono system integrator internazionali, system integrator locali, distributori di informatica, cloud provider locali, telco operator, hardware vendor e recentemente anche i così detti hyperscalers quali AWS, Google Cloud, Microsoft Azure e Oracle cloud che vedono in VMware un partner importante per accelerare l’adozione del cloud dei clienti italiani”.

Punto uno: percorsi chiari alla redditività

Articolato e multiforme è lo scenario che disegna Schiavone quando si tratta di definire quali tipologie di operatori supportano il modello di go-to-market di VMware.

“Ferma restando l’eterogeneità dell’ecosistema dei partner VMware, con la recente introduzione del nuovo programma di canale Partner Connect ci siamo posti l’obiettivo di offrire ai nostri partner percorsi più chiari alla redditività, scelta nell’accesso al portfolio e risorse VMware, possibilità di indirizzare le esigenze dei clienti attraverso soluzioni innovative. Tutto questo attraverso un programma coerente e unificato sia che i nostri partner siano indirizzati alla rivendita di software o servizi in sottoscrizione, alla gestione o erogazione di propri servizi cloud e multicloud, o per fornire servizi professionali e servizi gestiti a valore aggiunto ai clienti. Percorsi, questi, non necessariamente in sovrapposizione, ma che anzi notiamo essere sempre più fluidi e intercambiabili e che permettono ai nostri partner di indirizzare i propri obiettivi di business e visione strategica”.

Ai partner chiediamo sempre più competenza e specializzazione

Un punto pare chiaro: ai partner sempre più spesso vengono richieste competenze, e competenze specialistiche.

“Il mercato e le esigenze dei clienti, dalle grandi organizzazioni alla piccola e media impresa, mutano continuamente e la necessità di competenze specifiche nel percorso di digitalizzazione delle aziende richiede sempre più che i partner siano in grado di affiancare i clienti nell’intero ciclo di vita della loro trasformazione e adozione tecnologica. Dal design all’implementazione, manutenzione e aggiornamento continuo delle applicazioni, alla gestione evoluta dei dispositivi e di come questi con una rete intelligente raggiungono le soluzioni applicative, passando ancora per modelli ormai maturi di delivery e implementazione come l’hybrid cloud o il muticloud, il tutto con elevati standard di protezione. In questo contesto VMware ha meno bisogno di partner generalisti o transazionali, ma più di specialisti e competenti, di partner che investano più selettivamente su aree precise in cui erogare un maggior valore aggiunto. Ecco perché categorizziamo e valorizziamo i partner per area di competenza e non più per tipologia di partner”.

Aree di competenza, livello base e livello master

Visto che di specializzazione si parla, ci sono degli ambiti nei quali VMware chiede ai suoi partner quel “quid” in più.

“I progetti e, di conseguenza, le aree di competenza e i percorsi che VMware ha definito per i propri partner sono quelli inerenti alle aree tecnologiche hybrid cloud e multicloud, la modernizzazione delle applicazioni, il virtual networking e security e il modern digital workspace. Queste aree di investimento, alla base della strategia di VMware, costituiscono di fatto il framework sul quale si basa la piattaforma digitale richiesta dai nostri clienti per implementare la propria strategia digitale e sulla quale chiediamo ai nostri partner di sviluppare le competenze attraverso percorsi ben definiti”.

Per ogni area tecnologica VMware ha definito dei livelli di competenze che hanno lo scopo di riconoscere entrambi gli skill tecnici e di vendita, la competenza nell’implementazione e gestione del progetto e di conseguenza la soddisfazione del cliente misurata sui risultati di business.

Per un partner VMware, il raggiungimento progressivo delle competenze consente di rafforzare le proprie capacità e per i clienti finali la sicurezza di affidarsi a partner competenti e affidabili.

In particolare, VMware offre al mercato attraverso i partner due tipi di competenze: le Solution Competencies, che sono il primo passo per il raggiungimento delle skill tecniche e commerciali sulle specifiche aree tecnologiche e includono training di vendita, prevendita e post-vendita; e le Master Services Competencies, che richiedono il raggiungimento di un livello di certificazioni avanzato e la prova di capacità e competenze di alto livello convalidata dai clienti. Per conseguire il livello Master, il partner deve dimostrare esperienza e capacità di erogazione dei servizi fornendo referenze per progetti cliente ultimati di recente.

Adesso c’è anche un blog dedicato alla comunità dei partner italiani

Tra le tante attenzioni che VMware riserva al canale c’è anche un blog tutto nuovo interamente dedicato alla comunità dei partner italiani.

“CloudProvider.biz è il nuovo progetto, tutto italiano, dedicato alla community dei partner VMware interessati a estendere le proprie opportunità di business con hosted e/o managed services, differenziare la propria offerta con soluzioni gestite su misura per i propri clienti e al tempo stesso incrementare il profitto netto fornendo servizi ad alto valore aggiunto. Il progetto è uno spin-off verticale di ZeroUno del gruppo Digital360, nato in collaborazione con VMware, che si propone di offrire ai partner cloud & managed provider informazioni rilevanti di mercato, approfondimenti tecnici e documentazione di dettaglio per aiutarli a cogliere le opportunità abilitanti la trasformazione digitale delle imprese. Dalla governance di ambienti ibridi e multicloud, alle nuove architetture applicative basate su microservizi e container, senza tralasciare le nuove sfide che le aziende devono affrontare in ambito cybersecurity: sono alcune delle tematiche che vengono approfondite all’interno del portale per aiutare i partner VMware ad espandere in modo profittevole le proprie opportunità di business concentrandosi sulle richieste di adozione e affiancamento richieste dai clienti finali. Abbiamo anche pensato anche a un’area partner riservata con una ampia scelta di documentazione selezionata appositamente per guidare i nostri partner all’adozione e implementazione incrementale di soluzioni e servizi ad alto valore aggiunto”.

Fonte: NetworkDigital360 intervista a Roberto Schiavone

Workspace ONE UEM – Gli ultimi aggiornamenti di Windows potrebbero influire negativamente sulle funzionalità di Workspace One UEM

Il 3 marzo 2021 VMware ha pubblicato una kb in cui comunica che alcuni recenti aggiornamenti di Windows impattano le funzionalità legate al Secure Channel di Workspace One. Il problema riguarderebbe tutte le versioni di Workspace One UEM.

VMware pubblicherà le patch necessarie a risolvere il problema. Si consiglia di tenere monitorata la KB in modo da poter applicare la patch appena disponibile.

A questo link potete trovare la comunicazione ufficiale di VMware con i dettagli.

 

 

 

Workspace ONE UEM – Patch Urgente da applicare su alcuni ambienti On-Premises

Il 28 Gennaio VMware ha pubblicato una kb che indica di applicare urgentemente una patch a tutte le versioni di UEM inferiori alla v20.08

La problematica ha impatti sui server con le versioni elencate nella KB dal 28 gennaio se vengono fatti riavvii.

A questo link potete trovare la comunicazione ufficiale di VMware con i dettagli.

Workspace ONE UEM – Importanti cambiamenti per la modalità COPE in Android 11

Workspace ONE UEM – Importanti cambiamenti per la modalità COPE in Android 11

Google ha annunciato forti cambiamenti per la gestione dei device Android 11 in modalità COPE.
VMware di conseguenza ha già rilasciato una KB dove vengono evidenziati tutti i punti e indicate le linee guida da seguire.

A questo link potete trovare la comunicazione ufficiale di VMware

Vi invitiamo a visionare quanto riportato nell’articolo il prima possibile perchè potrebbero esserci impatti immediati sui dispositivi.
Workspace ONE – (On-Premises) Aggiornamento script APNs

Workspace ONE – (On-Premises) Aggiornamento script APNs

(On-Premises) L’11 ottobre 2020 scadranno i certificati APNS che vengono usati dalla console Workspace ONE / Airwatch per comunicare con i dispositivi iOS.
Senza il rinnovo non sarà possibile mandare messaggi push alle applicazioni VMWare.
Chi è in possesso di Workspace ONE UEM (il nuovo nome di Airwatch) On-Premises deve aggiornare i certificati APNs eseguendo sul database la query che potete scaricare qui di seguito:

Link script rinnovo APNs

Nessun Impatto per chi utilizza il sistema in SAAS.

A questo link la comunicazione ufficiale di VMware

 

 

Workspace ONE UEM – Upgrade prima di Novembre 2020 per supporto APNs su HTTP/2

A partire da Novembre 2020, Apple terminerà il supporto per le comunicazioni APNs in modalità legacy.

Consigliamo a tutti i clienti con versione di Workspace One UEM inferiore alla 19.07.0.59 di effettuare l’upgrade dell’ambiente per evitare blocchi o malfunzionamenti con dispositivi Apple.

A prescindere dalla versione installata è opportuno verificare che la comunizacione APNs su HTTP/2 sia correttamente funzionante
APNs Test

A questo link potete trovare la comunicazione ufficiale di VMware

Differenze tra Business Continuity e Disaster Recovery: VMware Horizon può aiutarti per entrambe

Differenze tra Business Continuity e Disaster Recovery: VMware Horizon può aiutarti per entrambe

Alla luce dei recenti eventi, molte organizzazioni stanno attraversando un periodo di forte imprevedibilità. Un numero sempre maggiore di esse, infatti, ha cancellato eventi e meeting, attuando politiche di smart working e ritrovandosi a testare la propria preparazione nella gestione delle conseguenze di eventi inaspettati. In questo articolo identificheremo le differenze che intercorrono tra disaster recovery e business continuity e le soluzioni che possono aiutare la tua azienda a rimanere operativa ed efficiente anche in tempi di così grande incertezza.

Se guardiamo alle diverse ragioni che spingono i clienti a utilizzare la virtualizzazione di desktop e applicazioni, alcune di queste hanno un impatto decisamente più immediato di altre. La sicurezza, l’eliminazione dei dati “at rest”, il lavoro da remoto, le fusioni e le acquisizioni, le applicazioni, i follow-me desktop e molto altro ancora sono tutti elementi preziosi per le organizzazioni. Altri, come il disaster recovery e la business continuity, rivelano il loro valore solo quando necessari.

Ma qual è la differenza tra disaster recovery e business continuity? Anche se questi processi potrebbero apparentemente sembrare identici – dopo tutto, entrambi fanno sì che gli utenti siano messi in condizione di continuare a lavorare anche in caso di eventi imprevisti e interruzioni – il disaster recovery e la business continuity presentano sostanziali differenze.

Che cos’è il Disaster Recovery?

Il disaster recovery entra in azione a seguito di un evento inaspettato che colpisce la tua infrastruttura. Un tornado che distrugge un data center o un’interruzione di corrente, ad esempio. In uno scenario di disaster recovery, è probabile che sia necessario che i carichi di lavoro vengano spostati rapidamente in un altro luogo. Con i PC tradizionali, le aziende possono utilizzare “siti caldi” localizzati altrove in grado di essere pronti in caso di emergenza. Questi ultimi non solo sono costosi da mantenere, ma devono anche essere ragionevolmente vicini agli utenti; così vicini che potrebbero anche essere colpiti dallo stesso disastro. Lo spostamento dei desktop e delle applicazioni nel data center o nel cloud pubblico permette a questi carichi di lavoro di girare più velocemente e di essere accessibili da remoto, anche in caso di eventi inattesi.

Che cos’è la Business Continuity?

La business continuity si riferisce invece a situazioni in cui l’infrastruttura rimane intatta, ma subentra una variabile che impedisce ai propri dipendenti di lavorare normalmente. Bufere di neve o uragani sono buoni esempi, ma ci sono molte altre ragioni per cui un’interruzione potrebbe costringere i lavoratori a rimanere a casa. Se un’azienda utilizza desktop tradizionali accessibili solo dall’ufficio, un’interruzione di questo tipo potrebbe essere disastrosa, ma, grazie alla virtualizzazione dei desktop e delle applicazioni, gli utenti possono semplicemente connettersi ai loro desktop e alle applicazioni da casa.

In entrambi i casi, l’implementazione di desktop e applicazioni virtuali dal data center con VMware Horizon piuttosto che l’utilizzo di mezzi più tradizionali come i PC fisici, consente all’organizzazione di essere più flessibile e adattabile nel caso si verifichi un impedimento o un’interruzione di qualsiasi genere. Se i desktop e le applicazioni virtuali rappresentano il metodo principale con cui i dipendenti svolgono il proprio lavoro, la loro esperienza sarà esattamente la stessa indipendentemente da dove si trovano, il che riduce ancora di più l’impatto di eventuali interruzioni inaspettate!

Horizon può aiutarti in entrambe le situazioni

VMware Horizon offre una piattaforma flessibile in grado di adattarsi ai casi di utilizzo più quotidiani, fornendo al contempo funzionalità aggiuntive a supporto del disaster recovery o della business continuity. Fornendo un unico pannello di controllo e un set di servizi cloud-based, le aziende possono implementare desktop virtuali e applicazioni in ambienti vSphere on-premises, VMware Cloud on AWS e Microsoft Azure in contemporanea e con la stessa assistenza. VMware dispone anche di soluzioni di virtualizzazione dei desktop su IBM Cloud e soluzioni partner, il che significa poter realizzare ancora più flessibilità quando è maggiormente richiesta.

Con VMware Horizon, è possibile costruire rapidamente un ambiente di virtualizzazione desktop completo e agile per supportare gli utenti in qualsiasi situazione. Combinato a VMware Workspace ONE, la tua azienda può garantire un’esperienza utente coerente, una sicurezza zero-trust, comunicazioni continue tramite Workspace ONE Intelligent Hub e, soprattutto, produttività ininterrotta.

Se non hai ancora pianificato una strategia di disaster recovery o business continuity, potrebbe essere il momento di iniziare a pensare a come la tua organizzazione possa affrontare questo genere di scenari potenzialmente dirompenti.

Fonte: VMware Italy

Okta collabora con VMware, CrowdStrike e Tanium per incrementare la sicurezza del log-in

Okta collabora con VMware, CrowdStrike e Tanium per incrementare la sicurezza del log-in

Okta Inc., produttore di software per l’Identity Access Management, ha presentato tre partnership per la sicurezza informatica volte a salvaguardare le reti aziendali, mentre milioni di dipendenti sono costretti a lavorare in remoto.

Okta ha annunciato gli accordi con Carbon Black di VMware Inc., CrowdStrike Holdings Inc. e Tanium Inc., aziende che aiutano a proteggere reti e applicazioni da software e dispositivi non sicuri. Il produttore di software ha dettagliato i patti in vista della sua conferenza annuale, che ora è un evento virtuale a causa dell’ordine di rimanere a casa in California, derivante dalla pandemia di coronavirus.

La società, con sede a San Francisco, produce software che consente gli utenti di accedere a varie applicazioni con un unico set di credenziali. Le collaborazioni erano in corso prima della pandemia, ma hanno assunto carattere di urgenza mentre le organizzazioni si affrettano ad assicurarsi che gli hacker non si infiltrino nei loro sistemi mentre tanti dipendenti lavorano da casa.

Negli ultimi anni Okta è diventata una delle società preferite dagli investitori in quanto ha cercato di integrarsi con altri produttori di software e di arricchire la sua immagine di fornitore aperto e neutrale. Il valore delle azioni della società sono aumentate quasi sette volte dall’offerta pubblica iniziale dell’aprile 2017, e quest’anno hanno guadagnato il 6% nonostante il crollo del mercato.

“Con Covid-19, dove tutti cercano di lavorare da casa, la capacità di lavorare in un ambiente sicuro e di integrarsi insieme è più importante di quanto non lo sia mai stato”, ha dichiarato in un’intervista l’amministratore delegato Todd McKinnon. “Carbon Black analizza il dispositivo alla ricerca di malware e virus. Queste informazioni vengono inviate direttamente in Okta. Se il dispositivo ha qualcosa di brutto da un punto di vista della sicurezza, non si può entrare da nessuna parte”.

Okta e VMware avevano già lavorato insieme, ma il loro accordo si è esteso fino a includere Carbon Black, un fornitore di cybersecurity che VMware ha acquisito ad ottobre. VMware sarà il principale partner di Okta nei suoi sforzi per aumentare la sicurezza degli endpoint, hanno affermato i dirigenti di entrambe le società, riflettendo le grandi dimensioni della società di software di virtualizzazione e la lunga lista di clienti.

Lo sforzo congiunto, che dovrebbe essere disponibile per i clienti nel quarto trimestre di quest’anno, ridurrà la necessità per i dipendenti di accedere alle reti aziendali con sistemi token, ha affermato Sanjay Poonen, Chief Operating Officer of customer operations di VMware, in un’intervista.

I prodotti di Crowdstrike e Tanium si integreranno con il software di Okta in modo simile, ha detto l’azienda.

McKinnon ha affermato che alcuni clienti stanno accelerando gli sforzi per aumentare la sicurezza del login, ma altri avevano ritardato gli sforzi di adottare il software di Okta nel bel mezzo di Covid-19. L’azienda aggiornerà gli investitori sulle sue prospettive di business a margine della conferenza annuale.

Fonte: Bloomberg by By 

 

VMware è leader nella gestione unificata degli endpoint

VMware è leader nella gestione unificata degli endpoint

La conferma arriva dal report The Forrester Wave: Unified Endpoint Management, Q4 2019, che ha valutato 13 vendor di Uem

VMware ha annunciato di essere stata riconosciuta Leader nell’Unified Endpoint Management da Forrester Wave all’interno del report The Forrester Wave: Unified Endpoint ManagementQ4 2019, che ha valutato 13 vendor di soluzioni di unified endpoint management (UEM).

La piattaforma per il digital workspace intelligence-driven di VMware, VMware Workspace ONE, si è classificata al primo posto nelle categorie “offering” e “strategy”. La piattaforma, inoltre, ha ottenuto il punteggio più elevato anche nelle categorie che premiano la roadmap e l’execution di prodotto e i criteri dell’ecosistema dei partner, nonché nella valutazione della presenza sul mercato (per il numero dei clienti complessivi, i clienti di Windows 10, il numero di dispositivi gestiti e il fatturato).

Forrester Wave dichiara: “La presenza crescente di VMware nel mercato UEM è in gran parte dovuta agli investimenti che rendono più semplice per i clienti abbracciare la gestione moderna di Windows 10, come la funzionalità di provisioning Dell differenziata per Workspace ONE, che consente di automatizzare in modo significativo il deployment dei PC Windows”.

Il report riconosce anche che: “L’impegno di VMware nel supportare l’esperienza dei dipendenti si conferma consistente. L’azienda supporta una vasta gamma di sistemi operativi e dispositivi, offre una solida esperienza di single sign-on (SSO) e funzionalità uniche a vantaggio della produttività all’interno delle sue app di gestione delle informazioni sul prodotto (PIM), come Mobile Flows”.

VMware continua a offrire innovazioni che rendono Workspace ONE la piattaforma di digital workspace di riferimento del mercato, scelta dall’IT e dai dipendenti. Dalle app ai dispositivi mobile, ai PC, VMware Workspace ONE offre ai clienti una console unica per gestire e proteggere in modo sicuro app e dispositivi aziendali critici su tutte le piattaforme, inclusi Windows, macOS, Chrome OS, iOS, Android e Linux.

Come riferito in una nota ufficiale da Shankar Iyersenior vice president e general manager, End User Computing di VMware: «Continuiamo ad arricchire Workspace ONE con le tecnologie più innovative del mercato a un ritmo vertiginoso, per fornire ai clienti il supporto della piattaforma per l’UEM più completa sul mercato, con funzionalità di sicurezza zero trust, e con l’ecosistema di partner più esteso. Sono questo ritmo di innovazione e la capacità di esecuzione a rendere Workspace ONE la piattaforma di digital workspace preferita sia dall’IT che dai dipendenti e crediamo che siano questi fattori di differenziazione ad averci permesso di ottenere il riconoscimento da parte dei principali analisti».

Fonte: Redazione LineaEDP