Come è possibile offrire ai dipendenti un’esperienza realmente digitale?

Come è possibile offrire ai dipendenti un’esperienza realmente digitale?

In un mondo del lavoro sempre più competitivo, in cui le aziende si trovano a dover affrontare una vera e propria caccia ai talenti, attrarre e tenere in azienda le persone giuste rappresenta la vera sfida. Il sondaggio di Deloitte “Global Human Capital Trends, 2019” ha rivelato che il 70% degli intervistati considera il recruiting importante e il 16% lo definisce una delle tre problematiche aziendali più impellenti per il 2019.

I datori di lavoro devono ridefinire la propria offerta per i talenti già acquisiti e per i potenziali nuovi dipendenti per conservare e attirare quelle competenze necessarie a favorire la crescita del proprio business nell’era digitale.

In che modo stai supportando i tuoi dipendenti?

Le aspettative dei dipendenti sulle modalità di lavoro sono cambiate con l’avvento del digitale. Per approfondire questa tematica abbiamo intervistato i dipendenti nell’area EMEA e i risultati sono chiari: i lavoratori desiderano ottenere flessibilità nella scelta degli strumenti da utilizzare, vogliono collaborare, innovare, essere creativi e avere a disposizione le tecnologie che consentano loro di raggiungere questi obiettivi. In altre parole, le aziende che non hanno la possibilità o la volontà di supportare i propri dipendenti in tal senso – in quella che definiamo la “Digital Employee Experience” – faticano ad attirare nuovi talenti o addirittura a conservare i talenti già acquisiti. Di fatto, questi ultimi rappresentano la sfida più significativa: il 70% degli intervistati ritiene che i datori di lavoro attuali debbano dare più importanza a questa tematica.

Per rispondere a queste aspettative, i datori di lavoro devono identificare chi all’interno dell’azienda si debba occupare di garantire esperienze positive ai dipendenti. Questo rimane un punto cruciale: oltre un quinto degli intervistati ritiene che non sapere a chi rivolgersi rappresenti un ostacolo al raggiungimento di una digital experience positiva.

Superare gli ostacoli alla collaborazione incentivando il lavoro di squadra

Una Digital Employee Experience positiva può essere raggiunta solo con una maggiore collaborazione tra l’IT, le risorse umane e i dipendenti. Le risorse umane sono da tempo i “gatekeeper” dell’esperienza dei dipendenti, mentre il termine “digitale” per la maggior parte delle aziende fa pensare automaticamente all’IT. Quando i due concetti vengono associati, si crea una certa confusione sulle responsabilità di gestione: il 49% dei dipendenti non sa se rivolgersi al team delle risorse umane o all’IT per parlare dei problemi relativi all’esperienza digitale e solo il 21% dei dipendenti sostiene che nella propria azienda esista una piena collaborazione tra i due reparti.

L’offerta di una Digital Experience realmente digitale, che garantisca l’accesso ai dispositivi e alle applicazioni di cui i lavoratori hanno bisogno, richiede un core tecnologico in grado di gestire gli accessi e la compliance offrendo nel contempo flessibilità. Questo è compito dell’IT. Tuttavia, per offrire il supporto adeguato, è necessario mappare le esigenze dei dipendenti, nonché comprendere quali sono le esperienze al di fuori dell’ambito lavorativo e quali benefici possano introdurre nell’ambiente di lavoro. In breve: l’elemento umano, il pane quotidiano dei team HR.

Grazie a una migliore collaborazione tra le due funzioni, le aziende potranno ottenere una maggiore crescita e attirare più facilmente nuovi talenti e diventeranno i posti di lavoro più ambiti solo se mosse da uno spirito più progressista.

Per scoprire in che modo la tua azienda può ottenere questo tipo di infrastruttura IT, approfondisci la tua conoscenza di  VMware Workspace One.

Fonte: VMware Italy. Kristine Dahl Steidel, Vice President EUC EMEA, VMware

 

VMware: il successo del business è strettamente legato alla digital experience dei dipendenti

VMware: il successo del business è strettamente legato alla digital experience dei dipendenti

Una nuova ricerca VMware rivela la forte correlazione tra l’esperienza digitale positiva offerta ai dipendenti, la crescita del business aziendale e la capacità di attrarre e valorizzare i migliori talenti.

 VMware, Inc. (NYSE: VMW), innovatore leader nel software aziendale, ha pubblicato una ricerca annuale dedicata alla Digital Employee Experience*, analizzando lo stato di adozione delle tecnologie per il digital workspace e il loro impatto sulle aziende. La ricerca rivela che le aziende che investono nell’esperienza digitale dei propri dipendenti hanno una maggiore probabilità di sperimentare una crescita di business, adottare una cultura innovatrice, attrarre i talenti ed essere indicate dai propri dipendenti come il posto migliore in cui lavorare.

Quasi tre quarti (71%) dei dipendenti in Italia hanno dichiarato che la disponibilità di strumenti digitali flessibili, necessari a svolgere il proprio lavoro, influenzerebbe la loro decisione di candidarsi o accettare una posizione in un’azienda, e il 68% ha affermato che il suo attuale datore di lavoro dovrebbe dedicare maggiore attenzione alla digital experience.

La ricerca dimostra, inoltre, che a mostrare tassi di crescita più elevati sono proprio le organizzazioni che offrono fattori di digital experience maggiori**, tra i quali l’accesso dei dipendenti a dispositivi, strumenti, app e tecnologie ovunque svolgano la propria attività lavorativa; indicando circa 7 fattori in media per le aziende in crescita rispetto a 4 fattori per le aziende con tassi di crescita dei ricavi inferiori.

In tutta l’area EMEA, le aziende con prestazioni sotto le aspettative o non in crescita sono di gran lunga meno propense a concedere ai dipendenti la libertà di lavorare dal proprio dispositivo personale (solo il 36% delle aziende lo consentirebbe), dare accesso alle applicazioni a supporto della produttività sin dal primo giorno (il 36% di esse) e fornire ai dipendenti applicazioni (a esclusione della posta elettronica) su qualsiasi dispositivo perché svolgano i compiti più importanti (lo farebbe solo il 47% di esse). Le aziende europee con una crescita più elevata, invece, mostrano una media notevolmente superiore (rispettivamente 76%, 68% e 93%).

Perché le aziende colgano appieno i benefici delle tecnologie di digital workspace è necessaria una maggiore collaborazione tra le risorse umane e l’IT in modo da migliorare l’esperienza digitale dei dipendenti. In questo contesto, la formazione dei dipendenti è fondamentale per rimuovere le ambiguità su chi sia effettivamente responsabile di offrire loro un’esperienza digitale positiva: il 47% dei dipendenti in Italia, ad esempio, non sa se debba rivolgersi alle risorse umane o all’IT per migliorare la propria digital experience, e il 17% ritiene che questa confusione rappresenti un ulteriore ostacolo a un’esperienza positiva.

In ultima analisi, sebbene siano diverse le figure che gli intervistati considerano responsabili dell’esperienza digitale, il 90% dei dipendenti italiani chiede che debbano essere le risorse umane e l’IT a funzionare meglio: in particolare, solo il 27% dei dipendenti in Italia riferisce che le risorse umane e l’IT collaborano in modo costante e oltre 8 intervistati su 10 ritengono che alle risorse umane dovrebbe essere assegnata una responsabilità maggiore per poter migliorare la digital experience dei dipendenti.

“Troppo spesso, la conversazione sulla trasformazione digitale si concentra solo sulla tecnologia tralasciando un ingrediente fondamentale per una strategia vincente: la capacità di attrarre e valorizzare in azienda i talenti migliori”, afferma Raffaele Gigantino, Country Manager di VMware Italia. “Nella competizione per aggiudicarsi le figure professionali più valide, le aziende devono assegnare una priorità al valore dell’esperienza dei propri dipendenti, un’attenzione che comprende la tecnologia, lo stile di lavoro e la cultura aziendale”.

Offrire una Digital Employee Experience migliore ha effetti anche sul sentimento complessivo dei lavoratori. Gli intervistati italiani che possono lavorare da qualsiasi luogo con la stessa facilità che in ufficio si mostrano maggiormente orgogliosi della propria azienda (68%) rispetto a quelli ai quali l’organizzazione non consente di lavorare liberamente all’esterno dell’organizzazione (30%). Tendono, inoltre, ad affermare più spesso che la propria organizzazione ha una cultura innovativa (68% rispetto a 31%), è uno dei posti migliori in cui lavorare (75% vs 25%) e offre un buon equilibrio tra lavoro e vita privata (71% contro il 28%).

“È fondamentale offrire ai nostri dipendenti l’opportunità di plasmare il proprio ambiente di lavoro come meglio preferiscono”, afferma Dirk Eckert, managing director, Individual Solutions and Products, Deutsche Telekom. “In passato, i valori tradizionali che influenzavano la scelta di lavorare in un’azienda erano la stabilità, il livello dello stipendio e i benefit aziendali, oggi invece la scelta di come, dove e con quale dispositivo si possa operare sta diventando sempre più importante, soprattutto per i giovani”.

Per quanto riguarda gli ostacoli ancora da affrontare per poter offrire una digital experience ottimale, oltre un quarto degli intervistati in Italia ha citato la mancanza di comprensione delle esigenze dei dipendenti, seguita dal fatto che la digital experience non venga considerata una priorità per l’azienda (15%). Il 43% dei dipendenti in Italia (rispetto al 61% in EMEA) dichiara di non avere voce in capitolo nella scelta degli strumenti che può utilizzare sul lavoro, nonostante l’82% dei responsabili IT italiani affermi di tenere in considerazione il parere dei dipendenti.

“Le aziende più importanti si stanno impegnando per migliorare l’esperienza dei dipendenti e per farlo stanno adottando il digital workspace, un concetto ideato da VMware tre anni fa. Una piattaforma di digital workspace alimenta le esperienze digitali moderne, che sono di importanza fondamentale per i dipendenti attuali e potenziali, oltre che per ottenere risultati migliori rispetto ad altri obiettivi di business”, conclude Gigantino.

“La chiave del successo di qualsiasi azienda risiede nel suo capitale umano, che le consente di innovare, operare e diventare leader sul mercato. Tuttavia, dato che i dipendenti di talento hanno a disposizione opzioni di lavoro sempre maggiori, flessibili e rispettose del proprio stile di vita e degli obiettivi di carriera, i datori di lavoro non hanno altra scelta che competere in questo contesto per riuscire ad attrarli e valorizzarli in azienda”, afferma Jean-Pierre Brulard, Senior Vice President and EMEA General Manager, VMware. “Offrire ai dipendenti un’esperienza digitale flessibile e completa, a supporto del modo in cui desiderano lavorare, aiuterà le organizzazioni a dotarsi e preservare i migliori talenti di cui hanno bisogno e, di conseguenza, a crescere come azienda”.

Informazioni sulla ricerca

*A marzo e aprile 2019 sono stati intervistati 3.600 tra dipendenti EMEA (1.800), responsabili IT (900) e delle risorse umane (900) che utilizzano computer/dispositivi intelligenti per il lavoro. Il numero di intervistati di ogni paese EMEA era così suddiviso: Regno Unito (600), Germania (600), Francia (600), Italia (200), Paesi Bassi (200), Russia (200), Polonia (200), Norvegia (200), Svezia (200), Spagna (200), Emirati Arabi Uniti (200) e Arabia Saudita (200). Gli intervistati appartenevano ad aziende del settore pubblico e privato con 500 o più dipendenti.

**Le aziende con una crescita alta o notevolmente superiore alla media anno su anno hanno in media 6,3 fattori di Digital Employee Experience su dieci, rispetto ai 3,7 fattori nelle aziende che non hanno registrato crescita.

Fonte: VMware Italia

[Workspace ONE] Migrazione ad Android Enterprise

[Workspace ONE] Migrazione ad Android Enterprise

Arriva, con la versione 19.07, la possibilità tanto attesa di avere una modalità di migrazione dei device dalla gestione Android Legacy a quella Enterprise (Work Profile).

Il sistema si baserà sulla creazione di Smart Group per rendere granulare e progressivo il cambio.

Ricordiamo che la modalità “Enterprise” è già la modalità di gestione dei device Android consigliata e sarà l’unica disponibile da Android 10 per la rimozione, da parte di google, delle API legacy.

altri dettagli qui

Fonte: VMware

Ecco come le tecnologie cambiano il lavoro: l’ufficio presto sarà ovunque

Ecco come le tecnologie cambiano il lavoro: l’ufficio presto sarà ovunque

Le tecnologie che cambiano il lavoro. Il digitale che trasforma le nostre vite, le nostre abitudini. L’ultima fotografia scattata da Idc, nel rapporto Future of Work, non lascia spazio ai dubbi: tecnologie intelligenti e generazioni digitali trasformeranno per sempre il lavoro, al punto che le aziende dovranno cambiare anche il modo di misurare i dipendenti. Quella che si prospetta, insomma, è una vera e propria rivoluzione aziendale nel momento in cui l’intelligenza artificiale entrerà più in profondità nei processi operativi e le prime generazioni digitali, i millennial, inizieranno a rappresentare la quota maggiore della forza lavoro. Ovvero nell’arco dei prossimi due o tre anni.

L’ufficio è ovunque
Entro il 2021 – secondo lo studio di Idc – il 60% delle aziende Global 2000 (le più grandi aziende quotate al mondo) adotterà quello che la stessa società di analisi definisce Future WorkSpace, ovvero un nuovo concetto di spazio di lavoro «in grado di migliorare l’esperienza e la produttività dei dipendenti attraverso un ambiente fisico e virtuale più flessibile, intelligente e collaborativo». Lo spazio di lavoro futuro non sarà «statico o a orari prestabiliti», ma sarà «ovunque, in qualsiasi momento, su ogni device, mutuando l’inclinazione di millennial e nativi digitali»   …………………….

Fonte: Il Sole 24 Ore. Per leggere l’articolo originale completo:  Ecco come le tecnologie cambiano il lavoro: l’ufficio presto sarà ovunque

Per affrontare queste nuove sfide VMware offre Workspace ONE. Workspace ONE è una piattaforma di livello enterprise semplice e sicura che consente l’accesso al tuo workspace digitale tramite il tuo dispositivo, smartphone, tablet o laptop, da qualsiasi luogo. La soluzione offre innanzitutto accesso Single Sign-on self-service di livello consumer a mobile app, app cloud e app Windows e include strumenti perfettamente integrati per la gestione di e-mail, calendario, file e collaborazione destinati ai dipendenti.

 

Tre pilastri per adottare un nuovo modo di lavorare

Tre pilastri per adottare un nuovo modo di lavorare

Man mano che il mondo diventa più connesso, la forza lavoro risulta sempre più diversificata e varia. Il lavoro non è più un’attività confinata a un luogo specifico, ma consiste nella capacità di essere produttivi ovunque, indipendentemente dagli strumenti utilizzati.

Secondo il nuovo report di IDC intitolato Becoming “Future of Work” Ready: Follow the Leaders solo le organizzazioni agili che innovano e si trasformano sopravvivranno. Tutte le altre che non riusciranno ad adattarsi al cambiamento globale del mondo del lavoro cederanno il passo alla concorrenza.

Questa capacità di cambiamento è sostenuta da tre pilastri: cultura, Workspace e forza lavoro.

Ognuno di questi elementi assicura un cambiamento continuo, ma solo valorizzandoli insieme le aziende riusciranno a trasformarsi con successo ed essere competitive nell’era digitale. Non si tratta di un percorso semplice: infatti, la ricerca di IDC rivela che solo il 30% delle organizzazioni europee[1] sta attuando dei piani per cambiare i metodi di lavoro e reinventare il modo di relazionarsi con i dipendenti, i partner e i clienti.

Esaminiamo in dettaglio ognuno di questi pilastri.

Cultura

La cultura di un’organizzazione può rappresentare la sua risorsa più preziosa: Netflix avrebbe raggiunto il successo diventando il simbolo della rivoluzione digitale se non avesse trasformato completamente la filosofia aziendale attraverso l’empowerment dei dipendenti e la totale autonomia del personale?

D’altro canto, la cultura può diventare per un’azienda un fattore estremamente negativo se viene trascurata e lasciata a sé stessa, scostandosi sempre di più dagli obiettivi previsti. Inoltre, una cultura negativa demoralizza i dipendenti, allontana i clienti, compromette la reputazione dell’azienda e ne distrugge il valore.

Le aziende che non riescono a fornire ai dipendenti l’accesso agli strumenti giusti per creare un ambiente di lavoro più agile, creativo e produttivo si troveranno ad alimentare una cultura che produce risultati diametralmente opposti: una forza lavoro poco propensa al cambiamento, gestita da un approccio al lavoro basato su “comando e controllo”. Secondo una ricerca di VMware sul Digital Workspace, grazie all’empowerment dei dipendenti con ampio accesso a tutte le applicazioni necessarie per svolgere le attività di lavoro e non solo, la produttività del personale può risultare fino a 5 volte superiore.

Inoltre, le aziende possono migliorare il proprio business grazie alle iniziative dei dipendenti supportate dalla fiducia dei dirigenti.

Questo nuovo equilibrio offre ai dipendenti in prima linea gli strumenti (inclusa la piattaforma digitale sottostante) e la libertà mentale di cui hanno bisogno per innovare e svolgere il proprio lavoro. Si tratta di un cambiamento culturale che, in ultima analisi, diventa un fattore decisivo di differenziazione competitiva.

Workspace

Il concetto di lavoro “dalle 9 alle 18” è ormai superato, come anche l’idea di “sede di lavoro”. I dipendenti non vogliono sentirsi obbligati a restare alla scrivania per otto ore al giorno, preferendo la flessibilità di poter lavorare quando e dove si sentono più produttivi.

In questo modo, le organizzazioni possono realizzare un Digital Workspace ideale in un mondo aziendale in cui stanno emergendo “hub collaborativi” e politiche di lavoro flessibili, insieme alle app vocali e agli strumenti basati sull’intelligenza artificiale che aiutano i lavoratori indipendentemente dalla loro posizione.

IDC ritiene che entro il 2021 il 60% delle aziende G2000 (una classifica annuale di Forbes delle prime 2.000 aziende al mondo quotate in Borsa) avrà adottato un modello di Workspace del futuro: un ambiente di lavoro sia virtuale sia fisico, flessibile, intelligente e collaborativo per migliorare l’esperienza e la produttività dei dipendenti. Infatti, da una nostra ricerca emerge che, durante la giornata di lavoro, i dipendenti che hanno a disposizione app a elevata accessibilità dedicano circa il 20% di tempo in meno ai processi manuali, riscontrano un aumento della collaborazione e prendono le decisioni più rapidamente.

Tuttavia, in questo scenario è fondamentale mettere sempre al centro la sicurezza. Man mano che il vincolo delle ore di lavoro e le politiche tradizionali diventano obsoleti, i confini aziendali perdono una chiara definizione e questo può destare preoccupazione per i team di sicurezza IT.

I modelli di infrastruttura di sicurezza tradizionali non sono più applicabili in quanto i nuovi ambienti di lavoro generano flussi continui di dati tra diversi dispositivi, in tutto il mondo. Non sorprende quindi che la sicurezza digitale rappresenti l’iniziativa principale1 per le aziende che considerano di adottare nuove strategie di lavoro. La protezione del Digital Workspace richiede funzionalità di sicurezza integrate a tutti i livelli (utenti, app, endpoint e rete) tramite il software.

Forza lavoro

La composizione e la natura della forza lavoro si stanno trasformando in modo radicale. Da un lato, i cambiamenti demografici incidono sulle dimensioni, l’età e la diversità della forza lavoro; dall’altro, le tecnologie intelligenti stanno aumentando e automatizzando il lavoro, offrendo nuove opportunità per la creazione di valore all’interno delle organizzazioni. IDC rivela che un terzo delle aziende alla ricerca di nuovi modi di lavorare crede che almeno un quarto della propria organizzazione utilizzerà attivamente l’intelligenza artificiale nel lavoro quotidiano nei prossimi tre anni.

Le tecnologie intelligenti abiliteranno nuovi livelli di produttività, precisione e Business Intelligence, consentendo ai dipendenti di imparare dai propri errori per migliorarsi (la forza lavoro ha la possibilità di sbagliare, correggere e riprovare): questa capacità è fondamentale per il successo delle organizzazioni.

La creazione di un Digital Workspace realmente efficiente richiede un’attenzione costante all’esperienza dei dipendenti che deve garantire una maggiore libertà di scelta.

Digital Workspace

Sono molte le tecnologie che possono essere considerate cruciali per la digital transformation, ma il Digital Workspace è certamente uno degli aspetti più importanti. L’architettura della piattaforma, le funzionalità di gestione e sicurezza e l’approccio incentrato sull’esperienza sono perfetti per rispondere alle esigenze del nuovo mondo del lavoro.

Ma non è facile cambiare i metodi di lavoro e implementare la strategia necessaria: la trasformazione richiede tempo e investimenti. Adottando questo approccio basato su tre pilastri, le aziende potranno sfruttare i vantaggi offerti da un’esperienza più incentrata sull’utente per i clienti, i dipendenti e il business.

Per scoprire come implementare questi tre pilastri nella tua organizzazione, visita il sito: https://www.vmware.com/learn/50579_REG.html??src=sp_5cd08f12b01ea&cid=7012H000001gcB2

[1] Fonte: IDC EMEA, Future of Work, novembre 2018

Fonte: VMware Italy

Agents of Change: trovare un equilibrio tra l’innovazione IT e la rivoluzione dell’insegnamento nelle Università

Agents of Change: trovare un equilibrio tra l’innovazione IT e la rivoluzione dell’insegnamento nelle Università

Come ogni altro settore, anche la formazione universitaria sta attraversando dei grossi cambiamenti, arricchendo il ruolo del CIO (Chief Information Officer) di nuovi compiti e complessità. Man mano che l’insegnamento si trasforma, i CIO delle Università italiane devono affrontare la sfida di bilanciare i budget ridotti e le politiche interne con le rinnovate richieste degli studenti e le tecnologie in rapida evoluzione.

Tuttavia, questo non ha scoraggiato Marius Spinu, CIO dell’Università di Firenze, centro per l’insegnamento e la ricerca tra i primi al mondo. Al contrario, Spinu riesce a dare il meglio di sé in un ambiente dinamico e stimolante.

“L’aspetto più interessante del lavorare in un’Università è che ogni cosa è in costante evoluzione”, afferma Spinu. “L’Università riunisce in un unico luogo persone di diverse culture, nazionalità, età e aree di competenza per permettere la condivisione di idee e competenze. Ecco dove inizia la vera innovazione.”

Spinu affronta l’innovazione dell’Università sia da un punto di vista strettamente IT, facendo sì che le attività siano gestite in modo sempre più rapido e smart, sia rivoluzionando l’insegnamento perché l’offerta didattica dell’Ateneo rimanga sempre all’avanguardia.

“L’innovazione implica maggiore efficienza e automazione all’interno dei nostri processi per ottimizzare e semplificare le attività di docenti e studenti”, spiega Spinu. “Ma sottintende anche una  totale rivoluzione dell’apprendimento. Grazie alle nuove tecnologie infatti possiamo personalizzare l’insegnamento e adattarlo alle esigenze di ogni singolo studente in modo che tutti possano ottenere i migliori risultati.”

Grazie a VMware, Spinu ha realizzato una digital foundation che ha rinnovato l’infrastruttura IT dell’Università, implementando un software-defined data center che offre una connettività end-to-end pervasiva ad app e dati per 1.800 persone tra docenti e staff di ricerca e 51.000 studenti iscritti, in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento. La virtualizzazione ha permesso anche di creare digital workspace sicuri per supportare la crescita dell’insegnamento in mobilità e l’iscrizione di studenti da tutto il mondo.

Guidare l’innovazione nella formazione universitaria

Spinu è contrario all’idea diffusa secondo la quale le Università possano permettersi di rinnovarsi più lentamente rispetto alle aziende del settore privato. Le nuove generazioni di studenti si aspettano esperienze digitali sempre più sofisticate e senza soluzione di continuità.

“Come Atenei dobbiamo relazionarci con un gruppo di stakeholder più esigente rispetto alle aziende”, afferma. “Accogliamo un corpo studentesco completamente nuovo ogni cinque anni e gli studenti hanno aspettative estremamente elevate in termini di tecnologia, mobilità e applicazioni. Non sopportano la complessità; vogliono solo che la tecnologia lavori per loro e noi dobbiamo rispettare la loro visione”.

Nel frattempo, le politiche di Governo spingono sempre più il settore pubblico a trasformarsi e soddisfare le aspettative digitali dei propri cittadini. In qualità di CIO di un’Università italiana, Spinu deve sostenere l’Agenda Digitale Italiana, che si propone di sviluppare un’economia digitale in Italia in linea con l’Agenda Digitale Europea.

“Dobbiamo accelerare la trasformazione digitale dell’Università, pur rimanendo conformi alle normative”, afferma. “Questo rende il mio ruolo ancora più complesso, ma è tra i motivi per cui lo trovo così interessante.”

 

Fonte:  vmware italy

Trasformazione della forza lavoro: il percorso verso il digital workspace

Trasformazione della forza lavoro: il percorso verso il digital workspace

L’evoluzione del mondo del lavoro

Il modo in cui assumiamo le persone sta cambiando. Il lavoro per la vita, la carriera, trenta anni nella stessa azienda sono tutti concetti che stanno gradualmente scomparendo e che vengono sostituiti dalla gig-economy, con un aumento del numero di lavoratori autonomi, con i team che cambiano dinamicamente nella loro composizione a seconda delle esigenze per specifici progetti e con la consapevolezza che una grande forza lavoro non necessariamente equivale a migliori risultati. Né lavorare per una grande azienda equivale a garantire la sicurezza del posto di lavoro.

In questo scenario in evoluzione, la domanda di talenti e di competenze specialistiche ha reso più difficile assumere e trattenere le persone giuste per sostenere i propri obiettivi come azienda; aspetto confermato dal fatto che il 52% delle organizzazioni italiane ha difficoltà a reclutare competenze digitali in alcune aree di business(1). D’altro canto, ora è più facile che mai impiegare persone, poiché la tecnologia abbatte i confini e avvicina tutti, indipendentemente dalla posizione, se si ha il giusto approccio a come e dove le persone lavorano. Per molte organizzazioni questa è una grande sfida. La tecnologia è il fattore abilitante, ma riguarda davvero le persone: come funzionano, cosa usano per lavorare, come si consente loro di lavorare.

In che modo antichi retaggi influiscono sui dipendenti

Storicamente, i datori di lavoro hanno permesso ai propri dipendenti di lavorare utilizzando un approccio identico per tutti: tutti avevano una postazione, strumenti di lavoro standard e orari di inizio e di fine specificati nel contratto. Non importava che fossi un infermiere, un impiegato o un magazziniere: venivi misurato sulla presenza. Ora le cose stanno cambiando. Siamo nell’era del fare di più con meno, della produttività e dell’efficienza come mantra organizzativi. I vantaggi sono chiari: i lavoratori produttivi offrono di più, il che significa che le imprese ottengono risultati migliori. Tuttavia, qualsiasi datore di lavoro che si aspetta che la propria forza lavoro sia più produttiva senza evolvere nel proprio ambiente di lavoro è destinata alla delusione.

I dipendenti produttivi sono engaged, e questo significa sempre più poter lavorare in un modo che li supporti come individui. Lo spazio di lavoro non è più identificato con una posizione specifica e predefinita, e infatti il ​​44% delle organizzazioni italiane ha offerto o ha in programma di offrire luoghi di lavoro flessibili ai propri dipendenti(1). La capacità di lavorare in maniera flessibile non dovrebbe essere limitata agli impiegati. I sistemi e le infrastrutture di un’azienda possono supportare ovunque, in qualsiasi momento, qualsiasi accesso al dispositivo? Un’organizzazione è in grado di supportare la propria forza lavoro utilizzando i loro dispositivi preferiti, senza compromettere il controllo, la sicurezza e la governance? Riesce a tenere il passo con il mondo dei dispositivi in continua evoluzione? Oggi, metà delle organizzazioni italiane utilizza i dispositivi wearable sia per la salute che per la sicurezza e smart digital assistant.(1) Le aziende sono culturalmente in grado di accettare un vero spazio di lavoro digitale? E sono pronte a potenziare la propria forza lavoro?

Il Digital Workspace – guidato dalla gente, abilitato per la tecnologia

L’area di lavoro digitale di una persona è il luogo di lavoro digitale di un’altra persona. È quello che intendiamo quando diciamo che il digital workspace è la capacità di supportare modi di lavorare veramente digitali e avere colleghi smart. Occorre migliorare l’esperienza, sia che si tratti di dipendenti, clienti o utenti del servizio. Occorre costruire lo spazio di lavoro digitale dal punto di vista degli utenti. Gli strumenti e i processi tradizionali non sono più adatti allo scopo; e questo è chiaro al 57% delle organizzazioni italiane che sono d’accordo o fortemente d’accordo sul fatto che la tecnologia obsoleta stia ostacolando la produttività e l’agilità(1). Ciò che è richiesto è un approccio basato sulla piattaforma, uno spazio di lavoro digitale.

Le aziende sono pronte per l’area di lavoro digitale?

Qualunque sia l’aspettativa di lavoro digitale di un’organizzazione, è improbabile che possa offrirla con lo stesso approccio applicato ai metodi di lavoro tradizionali. L’azienda dovrà affrontare molte sfide nell’adattarsi a questo nuovo mondo; e in un ambiente di lavoro sempre più digitale e in continua trasformazione, la sicurezza, la privacy e i problemi legati alla governance sono la sfida più grande nell’attuazione della trasformazione del workspace per il 44% delle organizzazioni italiane(1). Il modo in cui assumiamo le persone sta cambiando e sta influenzando la maniera in cui forniamo loro gli strumenti necessari; di conseguenza si sta trasformando il modo in cui li gestiamo. Le organizzazioni che comprendono che questo è un cambiamento culturale tanto quanto tecnologico saranno in grado di attrarre e trattenere in azienda persone ingaggiate; quelle che non coglieranno questa sfida andranno incontro a un impatto negativo sui risultati raggiunti. Nella ricerca sul futuro del lavoro di IDC, il 39% delle organizzazioni italiane prevede di aumentare la spesa per la trasformazione della forza lavoro del 20% o più nei prossimi 12 mesi(1), una chiara indicazione che questa tendenza sta continuando.

(1)IDC EMEA, Future of Work, November 2018

 

Fonte: vmware italy – Michele Apa, SE Manager Italy South di VMware

In primo piano: l’adozione del Digital Workspace

In primo piano: l’adozione del Digital Workspace

Il 2018 è stato un anno ricco di innovazione per VMware, all’insegna delle nostre priorità IT strategiche: digital workspace, modernizzazione del data centerintegrazione del cloud pubblico e trasformazione della sicurezza. Questi sono i pilastri che guidano il nostro supporto ai clienti. In VMware siamo impegnati nell’abilitare la digital transformation, dall’infrastruttura alla delivery e alla sicurezza, fino all’End-User Experience.

Gran parte del nostro lavoro consiste nel gettare le fondamenta per la digitalizzazione. Data center, networking, cloud: senza di essi non sarebbe possibile offrire le esperienze, i servizi e le funzionalità che rendono il business digitale così intuitivo e utile.

Il Digital Workspace ha l’obiettivo di consentire agli utenti di lavorare insieme, ovunque e in qualsiasi momento, senza compromettere l’azienda. Abbiamo sempre riservato una particolare attenzione all’End-User Computing e con il Digital Workspace aiutiamo le aziende a mettere in collegamento i vari dipartimenti interni, permettendo loro di coinvolgere e fornire alla forza lavoro gli strumenti necessari per ottenere risultati di eccellenza.

Il Digital Workspace basato sull’intelligence

Un aspetto chiave del Digital Workspace è il modo in cui semplifica il lavoro dei dipendenti. Lo scorso marzo è stato lanciato il “Digital Workspace basato sull’intelligence”: l’evoluzione di VMware Workspace ONE per aiutare le aziende a prendere decisioni basate sui dati da un’unica fonte, con il supporto di strumenti di visualizzazione e automazione. È stato il primo passo verso l’uso dell’intelligenza artificiale e del machine learning per ottenere consigli e previsioni sul Digital Workspace. In altre parole, abbiamo sollevato i dipendenti da onerosi compiti di responsabilità decisionale, lasciando loro più tempo per concentrarsi in modo più produttivo sul lavoro.

Sicurezza di livello enterprise e semplicità di livello consumer

Il nuovo VMware Workspace ONE non ha solo il compito di semplificare le attività: in un’epoca in cui le minacce sono sempre più pervasive, tutti noi abbiamo bisogno di operare in un ambiente completamente sicuro. Il vero Digital Workspace è in grado di garantire sicurezza senza compromettere accesso, agibilità o flessibilità. Per questo motivo abbiamo introdotto un approccio completo e moderno alla sicurezza aziendale, per proteggere l’evoluzione futura del Digital Workspace, con Workspace ONE Trust Network. WOTN trasforma la sicurezza per dipendenti, app, endpoint e reti grazie alla sua capacità di proteggere, rilevare e bloccare le minacce alla sicurezza informatica in base a un framework di affidabilità e verifica. WOTN agisce come un “buttafuori” virtuale: se il comportamento di un utente attiva un alert, l’accesso viene immediatamente bloccato. In caso contrario, l’utente può continuare a lavorare tranquillamente.

Innovazioni continue

Mentre alcuni potrebbero ritenersi soddisfatti di aver creato un modo completamente nuovo di gestire il Digital Workspace e supportare la diversità e l’eterogeneità che contraddistingue le aziende odierne, per VMware questo non è sufficiente. Siamo convinti che il cambiamento sia costante: il modo di operare di un’azienda, il modo in cui i dipendenti vogliono lavorare, tutto è in continua evoluzione. Ecco perché a novembre abbiamo rilasciato nuovi aggiornamenti, dall’ampliamento delle modalità con cui le organizzazioni IT gestiscono e proteggono dispositivi, cloud e piattaforme, al rafforzamento della sicurezza con visibilità migliorata, fino al miglioramento della produttività degli utenti.

In fondo è di questo che si tratta: aiutare i dipendenti a lavorare meglio. James McMahon di Atos lo ha spiegato chiaramente in un post di inizio anno sul nostro blog: “Per essere veramente efficaci, i dipendenti devono amare il loro lavoro e i datori di lavoro devono fare il possibile per offrire loro le condizioni ideali”. Dati alla mano, la nostra ricerca ha rivelato che l’80% dei CIO in EMEA ritiene che i ricavi possano aumentare del 5% nell’arco di tre anni quando ai dipendenti vengono forniti gli strumenti ideali o è permesso loro di usare le loro applicazioni preferite, rese facilmente accessibili.

“Un fattore di differenziazione essenziale”

Sappiamo che stiamo offrendo ai clienti ciò che vogliono, ma è fantastico quando questi sforzi vengono riconosciuti. Uno dei punti chiave del Digital Workspace è il modo in cui gli endpoint, ovvero dove l’utente e la tecnologia entrano in contatto, vengono gestiti e, poco meno di un mese fa, il nostro approccio alla gestione degli endpoint è stato considerato come il più efficace da IDC nella sua valutazione MarketScape: Worldwide Enterprise Mobility Management Software 2018 Vendor Assessment. In questa valutazione, i giudici hanno premiato il modo in cui Workspace ONE crea integrazioni specializzate di app e mobile app, gestendo Windows 10 e il pacchetto di analisi di intelligence della piattaforma come fattori di differenziazione essenziali. Davvero un modo fantastico di finire l’anno.

Scopri come le aziende in tutto il mondo stanno supportando l’innovazione e fornendo ai lavoratori gli strumenti di cui hanno bisogno con 5 strategie vincenti per il Digital Workspace.

Fonte: VMware Italy

WorkSpace ONE – (On-Premises) Aggiornamento script APNs

WorkSpace ONE – (On-Premises) Aggiornamento script APNs

(On-Premises) Il 26 Novembre 2018 scadono i certificati che vengono usati dalla console Workspace ONE / Airwatch.
Senza il rinnovo non sarà possibile mandare messaggi push alle applicazioni VMWare.
Chi è in possesso di Workspace ONE UEM (il nuovo nome di Airwatch) On-Premises deve aggiornare i certificati APNs mediante la script DB che potete scaricare qui di seguito:

Link

Nessun Impatto per chi utilizza il sistema in SAAS.

 

Fine del supporto del content gateway VMware su Windows e Linux

Fine del supporto del content gateway VMware su Windows e Linux

Vi inoltriamo l’informazione ricevuta da VMWare (che riportiamo nell’articolo qui di seguito) riguardante la dismissione del Content Gateway per Windows e Linux a partire dall’8 Ottobre 2019.
Questo ruolo è stato sostituito dal sistema UAG (Unified Access Gateway) che include anche il Tunnel (Proxy e VPN), il broker di Horizon ed un sistema di reverse proxy autoritativo.

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